Calcio

Dilettanti, l'appello di un dirigente: "Fermarsi o aspettare? Ci diano notizie certe". Oggi il consiglio della Lnd

La lettera di Andrea Tata, dirigente della Bucinese. A ore la decisione della Lega Nazionale Dilettanti

E' una sorta di limbo quello in cui vivono gli atleti e le società sportive. Da un lato c'è chi va in campo, allenatori e giocatori che fino a nuovo ordine stanno interagendo fuori dai rettangoli verdi via whatsapp e chat scambiandosi in questo modo i programmi di allenamento. Dall'altra c'è chi le società le gestisce. I dirigenti (volontari) che provano a capire cosa accadrà ai tornei per adesso in stand by dalla serie D alla Terza, passando per le giovanili.

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Non a caso è in corso in queste ore il consiglio della Lega Nazionale Dilettanti. La serie D sarebbe tornata in campo il 22 marzo, dopo il Torneo di Viareggio, anche questo rinviato a causa del Coronavirus. Ma cosa potrebbe accadere adesso? E' quello che si chiedono tutti. Si torna in campo a porte chiuse oppure si sospende tutto prolungando la sosta al 3 aprile termine (ad oggi) del decreto)? E a quel punto si ripartirà oppure converrà decretare la fine dei tornei? Se lo chiedono tutti e a ore arriverà la prima risposta.

Nell'Aretino c'è stato in particolare un dirigente a sollevare il caso. Si tratta di Andrea Tata della Bucinese, formazione che milita nel torneo di Promozione e che ha più di un piede in Prima categoria. "Ci fermiamo e a settembre si riparte come se non fosse esistito questo torneo, ma con quali ripercussioni per chi ha investito risorse? - si chiede Andrea - consideriamo la classifica al 1° marzoOppure ripartiamo ad aprile a costo di chiudere la stagione a giugno?"

"Per noi la classifica è difficile ma in questo momenti c'è altro a cui pensare e ovvimente acceteremo qualsiasi decisione purchè ci sia chiarezza fin da ora" sottolinea subito Andrea che ieri in una chat tra dirigenti del torneo di Pomozione ha inviato un sms che sta facendo il giro della Toscana e non solo.

"Alla luce dell’ultimo decreto, fino al 3 aprile sono sospese le manifestazioni sportive, ciò vuol dire che, se mai riprenderanno, ciò accadrà il 5 aprile quando doveva essere disputata l’ultima giornata di campionato. Sicuramente alcune squadre non hanno più nulla da chiedere al campionato ma ciò non è così per società che magari hanno investito risorse e ancora sperano di raccogliere i loro frutti. Non è colpa di nessuno ma deve essere obbligatoriamente essere messo un punto fermo qualunque esso sia: 
può essere l’annullamento del campionato e a settembre quando l’emergenza si spera sia finita, si riparte come se la stagione 19/20 non fosse esistita;
si considera finale la classifica al 1° marzo
si porta in fondo la stagione a costo di finire a giugno, ma proprio per quest’ultimo caso deve essere fissato un termine. Non si possono costringere le società a tenere in stand by i giocatori all’infinito, anche se una nuova sospensione vorrebbe dire fine certa del campionato. 
Dopo le considerazioni di carattere generale questa è la domanda: 
E’ possibile sapere sin da ora quali sono le vostre intenzioni in merito a come ultimare la stagione? Per noi dirigenti sarebbe importante saperlo subito senza aspettare il 3 aprile. 
Andrea Tata, Bucinese".

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