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Campionato, Coppa Italia, mercato. Giovannini vuole un Arezzo sempre al massimo

Intervista al direttore generale dopo la vittoria di Frascati: "Per la prima volta la squadra non mi è piaciuta nonostante la qualificazione. Nuovi acquisti? Qualcosa faremo ma non partirà nessuno. L'obiettivo è arrivare in fondo a tutte le competizioni"

Un po' per demerito e un po' per episodi, l'Arezzo nell'ultimo periodo si trova sull'altalena: pareggio senza gol a Ghivizzano, vittoria pirotecnica a Livorno in Coppa, sconfitta in casa con il Ponsacco, vittoria a Città di Castello, pareggio interno nel derby, colpaccio a Frascati ieri. Le prestazioni, dati alla mano, non sono mai mancate. I risultati invece stanno andando su e giù, anche se il primo posto in campionato e la qualificazione ai 16mi rendono il quadro positivo. Domenica c'è la trasferta di Montespaccato e i tifosi amaranto dovranno restare a casa.

Direttore Giovannini, se l'aspettava questo divieto?

No, assolutamente. E' vero che il settore ospiti di Montespaccato ha una capienza ridotta e questo può aver influito sulla decisione dell'Osservatorio ma speravo di avere il nostro pubblico al seguito, come sempre.

L'Arezzo giocherà di nuovo sul sintetico come a Frascati. Può essere un problema?

Se la squadra gioca come nei primi 30 minuti di ieri, direi di no. Se ripete la prestazione del secondo tempo, allora sì.

Non è soddisfatto?

No. Per la prima volta in stagione ho visto l'Arezzo sotto ritmo, con poca intensità, senza la capacità di sfruttare il doppio vantaggio. Abbiamo rischiato di andare ai rigori e poi, a quel punto, chissà come sarebbe finita. Un'eliminazione mi avrebbe fatto arrabbiare moltissimo. L'ho detto anche ai ragazzi.

Può capitare un calo di tensione, non trova?

Può capitare ma non deve succedere di nuovo. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza che poteva costarci cara. Il 7 dicembre contro l'Orvietana voglio vedere un atteggiamento diverso, anche perché la squadra sa fin dall'estate che i nostri obiettivi sono campionato e Coppa. Siamo l'Arezzo sia la domenica che il mercoledì, dobbiamo ricordarcene.

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A Frascati ha debuttato Lorenzini. Perché è stato impiegato così poco finora?

Il ragazzo ha avuto delle difficoltà, il suo minutaggio lo testimonia. Ma è un 2004 che l'anno scorso faceva il titolare a Trestina, dunque dobbiamo valutare bene la situazione. A fine mese decideremo cosa fare. Non escludo nulla: né che possa essere trasferito altrove né che resti con noi fino a maggio per darci una mano.

A dicembre apre il mercato. Ha in mente di intervenire?

Stiamo valutando. Ma voglio fare una premessa: la nostra rosa, per qualità e profondità, ha bisogno di giocare ed è anche per questo che vogliamo andare più avanti possibile in Coppa. Le gare infrasettimanali consentono al mister di tenere alta la condizione di tutti e di ruotare i ragazzi. In un girone di campionato a 20 squadre, con più turni di mercoledì, saremmo stati avvantaggiati.

E quindi arriverà qualche rinforzo? In attacco la sensazione è che manchi un finalizzatore.

Che l'Arezzo faccia fatica a concretizzare, soprattutto quando gli spazi sono stretti, è sotto gli occhi di tutti. A campo largo è diverso, non abbiamo problemi. Io cercherò di aiutare la squadra per quanto è di mia competenza, ma un eventuale nuovo giocatore non va considerato una panacea. Mi aspetto che anche il mister e lo staff trovino soluzioni più efficaci: vorrei vedere i centrocampisti andare al tiro più spesso, le palle inattive sfruttate meglio. E' un lavoro d'insieme il nostro.

Ci saranno movimenti anche in uscita?

Non è detto. Anzi, probabilmente no. Per arrivare in fondo a entrambe le competizioni, ci servono giocatori. In avanti, considerando il 433 che utilizza il mister, abbiamo il minimo sindacale di attaccanti. Martucci non lo abbiamo sostituito, gli infortuni ci costringono spesso a utilizzare gli aggregati come Dema, Romiti e Zhupa. E poi in estate abbiamo allineato i costi di gestione alla categoria, incrementando parallelamente le entrate. Questo per sottolineare che potrei infoltire il gruppo dei 2004 e tesserare una punta senza cedere nessuno.

La società le ha dato l'ok?

Sì, con il presidente abbiamo già parlato. La proprietà nei giorni scorsi ha saldato pendenze arretrate ereditate dalle precedenti gestioni e, dopo due stagioni difficili, merita di togliersi delle soddisfazioni. Per questo pretendo il massimo dalla squadra sia in campionato che in Coppa. Se dovessimo fallire un obiettivo per superficialità mi sentirei responsabile e non voglio che accada.

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