Calcio

Pieve Santo Stefano, Poppi, Anghiari, ma non solo. Arezzo in ritiro a due passi dalla città

Dopo i due anni a Bagno di Romagna e l'esperienza del 2017 e 2020 con Chianciano, il Cavallino prepara il ritorno in provincia per il ritiro estivo

"Andremo in ritiro vicino ad Arezzo perchè è importante che la squadra si riavvicini al proprio pubblico. Purtroppo quest’anno non è stato possibile ma va ricreato un rapporto con la tifoseria". Così Enzo De Vito e Sabatino Selvaggio hanno parlato in merito alla location del ritiro estivo la cui data oscillerà tra le seconda e la terza settimana di luglio, in base all'inizio del torneo di serie D o all'eventuale possibilità di partecipare alla riammissione in Lega Pro. Di sicuro il Cavallino resterà in zona, a mezz'ora, forse un quarto d'ora in più da viale Gramsci. Ad ogni modo una scelta che terrà conto dell'esigenza dei tifosi nell'estate 2021 - che salvo contrordini - potrebbe permettere ai supporter del Cavallino di tornare a vedere gli amaranto in allenamento anche in ritiro e lo stesso potrà accadere per le amichevoli visto che gli stadi dal 1° giugno torneranno ad ospitare gli spettatori (25 per cento della capienza dono ad un massimo di mille spettatori).

Un'idea sui luoghi che vedranno correre gli amaranto in linea di massima è possibile farsela anche perchè la scelta, guardando il passato, oscillerà tra Casentino e Valtiberina, se come appunto di deciderà di restare nell'Aretino. Nell'estate del 2016 ad esempio la scelta di Poppi, con allenamenti a Soci per la squadra di Stefano Sottili, non dispiacque affatto. E a proposito di amarcord nella sala accanto agli spogliatoi del centro sportivo di Soci venne presentato Davide Moscardelli.

Senza prendere in considerazione Chianciano (estate 2017 anno della battaglia totale, e 2020) e Bagno di Romagna (2018 e 2019) ecco allora che c'è da prendere in considerazione la Valtiberina e Pieve Santo Stefano. Nella città del diario e di Amintore Fanfani, l'Arezzo è stato di casa dagli anni '70 in poi. Soggiorno in albergo e poi a piedi per gli allenamenti nell'impianto della Sulpizia. Così è stato sotto la gestione Montaini e così è stato anche nell'era Mancini. Chiedere per esempio a Marco Cari (estate 2008) o Leonardo Semplici (estate 2009). Ma soprattutto chiedere a Marco Mariotti nuovo tecnico (in pectore) dell'Arezzo che nell'estate del 2008, in qualità di secondo di Luciano De Paola, lavorò a Pieve Santo Stefano nel ritiro passato alla storia anche per la 'fuga' di Daniele Martinetti, all'epoca in rotta con il presidente Mancini, attratto dalle sirene della serie B. L'ultima esperienza risale al luglio del 2012 e anche allora l'Arezzo era in D.

Restando in Valtiberina - per gli amanti della scaramanzia - c'è poi Anghiari, dove Serse Cosmi preparò il suo Arezzo. Sempre ad Anghiari anche Michele Bacis svolse gli allenamenti precampionato subito dopo l'addio di Abel Balbo. Fu proprio ad Anghiari che si tenne la conferenza stampa di Giuseppe Materazzi che annunciò l'addio di Balbo prima dell'inizio della stagione con la promozione di Bacis che dette vita al testa a testa con il Pontedera. Anche quella stagione vide l'Arezzo competere in serie D.

Tra scaramanzie, ritiri legati a stagioni più o meno fortunate, l'unica cosa certa sarà la vicinanza dalla città. E di certo l'idea è, almeno sulla carta, buona oltre al fatto che permetterà di contenere magari i costi e potrà servire a riprendere i rapporti con la piazza.

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