Senso tattico e applicazione, Gustinetti (e non solo) su Di Donato: "Era già un allenatore in campo"

Riflessivo, senso di appartenenza e applicazione. Da Gustinetti ad Antonini, passando da Abbruscato e dal patron dell'Arzignano. Il ritratto di Di Donato

Daniele Di Donato in azione, stagione 2006/2007

"Mi posso vantare di aver allenato giocatori forti e tra questi sicuramente c'è anche Daniele". Elio Gustinetti non ha dubbi quando gli viene chiesto un commento su Di Donato, l'ex centrocampista e capitano del Cavallino, da questo pomeriggio nuovo allenatore dell'Arezzo.

"Il ricordo che ho è quello di un ragazzo che in campo si metteva al servizio dei compagniUna sua grande dote era l'applicazione, il senso tattico e quello di appartenenza nello spogliatoio - commenta il tecnico che guidò l'Arezzo nella stagione 2005/2006 - in campo aiutava i compagnili guidavaSta muovendo i primi passi come allenatore ma sta dimostrando le stesse qualità che si vedevano in campoSicuramente gli faccio un grandissimo in bocca al lupoa lui e a Carlo Tebi che ho letto potrebbe seguirlo in questa avventura. Mando un saluto anche a tutti i tifosi aretini. Quella stagione è stata davvero emozionante e abbiamo lottato per un traguardo importante giocando anche un bel calcio. Ad Arezzo ho ancora molti amici".

"Un ragazzo serio, posato e soprattutto dedito al lavoro - prosegue Luca Antoninisicuramente molto preparato a livello tattico anche giovaneSi vedeva che avrebbe potuto intraprendere questo cammino una volta smesso di giocareSono davvero felice se penso che potrebbe allenare la squadra in cui abbiamo giocato insieme".

Un ritratto che coincide con realizzato da Elvis Abbruscato. "Una persona umile, sempre a disposizione del gruppo. Solare nello spogliatoio e davvero preparato quando scendevamo in campoAll'epoca non avrei detto con certezza che avrebbe intrapreso questo percorso come allenatore dove si sta affermando".

Lino Chilese, presidente dell'Arzignano, in un'intervista concessa a "Il Giornale di Vicenza" pochi mesi fa, durante la corsa verso la serie C, parlava così di Di Donato. "Ha raccolta l'eredità importante di Vincenzo Italiano e non era facileIl ds Serafini è stato bravo ad indovinare la scelta di questo allenatore: dopo dieci minuti che ci siamo parlati ho capito che poteva essere la persona giusta per noi. Di Donato è riflessivo. Poi quando si deve far sentire dai giocatori anche lui sa farlo benissimo. È uno che pretende molto dai ragazzi e devo dire che alcuni di loro, come Odogwu, li ha fatti crescere tanto, nei movimenti e dal punto di vista tattico".

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