Calcio

Stupore e amarezza, l'Arezzo replica ai giocatori: 'Perchè non hanno chiesto un confronto diretto?'

La proprietà risponde alla nota dei giocatori senza nascondere l'amarezza per aver scelto certe modalità e tempistiche

Stupore e amarezza. Così l'Arezzo risponde al comunicato diramato dall'Assocalciatori a nome della prima squadra amaranto. Ovviamente dietro il nome Società Sportiva Arezzo c'è Giorgio La Cava che già da ieri sera non aveva fatto molto per nascondere tutta la propria rabbia per la nota stama dei calciatori.

"In un momento così delicato per lo sport nazionale ed internazionale la società - si legge nel comunicato - unitamente al resto del panorama calcistico italiano, sta monitorando l’evolversi della situazione sanitaria ed economica nazionale per avere degli elementi certi su cui fornire delle risposte chiare ed esaustive a tesserati e dipendenti tutti".

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L'Arezzo è sorpreso 'dalle modalità e dalle tempistiche di pubblicazione del suddetto comunicato, a pochi giorni da alcuni importanti appuntamenti come l’assemblea di Lega Pro (7 maggio) ed il Consiglio Federale FIGC (8 maggio) che sicuramente daranno linee guida essenziali per garantire la regolarità dei campionati futuri'.

E sui futuro il presidente La Cava 'ribadisce e ricorda a tutti il suo impegno economico costante, non essendo mai venuta a meno sin dal suo arrivo ad Arezzo a qualsivoglia scadenza federale e rappresentando di fatto una garanzia di stabilità per tutti i suoi dipendenti'.

L'amarezza è acuita dal fatto che il patron è venuto a conoscenza del malumore solo attraverso la stampa e non tramite un confronto diretto. 'La società è fortemente impegnata nel garantire a sé stessa e a tutti i suoi dipendenti un solido e sereno futuro, in attesa di risposte chiare ed univoche dagli organi decisionali nazionali'.

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