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Arezzo-Ravenna, le pagelle di Giorgio Ciofini

Nella città del Tanacca e della Lebole (tocchiamo anche il nostro Ferro pagellatore) tuttavia permane il rischio di darsi al cucito. In campo, il Ravenna ha giocato e l’Arezzo ha tirato

E alla fine si può esser contenti. Ma di ciò bisogna ringraziare il Modena, che ha strapazzato il Legnago e la forbice. Nella città del Tanacca e della Lebole (tocchiamo anche il nostro Ferro pagellatore) tuttavia permane il rischio di darsi al cucito. In campo, il Ravenna ha giocato e l’Arezzo ha tirato. Non a caso Tomei è stato gran protagonista (nel bene e nel male) e a Sala si fatica a dare un voto. Ora basterebbe un pari a Cesena, sperando che il Ravenna non faccia cinquina col Carpi. O sbancare il Manuzzi, per togliere dai fiaschi quel vino, che è corso a fiumi in questo Campionato. Insomma è molto meglio contare solo su sè stessi. Si può? La domanda, più che legittima dopo l’ultima esibizione, rimbomba e inquieta sotto la mascherina. 

Sala: Osserva immobile Martignago resuscitato al gol da un letargo quasi secolare. La paratina su Sereni non gli vale la sufficienza. Voto: 5,5

Pinna: L’infortunio precoce lo esenta dal voto: ng

Carletti. Consumato da assalti e rientri, Carlettone si mangia l’assist di Paolantonio come un panino con la porchetta del Monte. Abbandonato come gli orfanelli là davanti, mai si estranea dalla lotta. Imprescindibile. Voto: 6

Sbraga: Tomei, forse pentito dalla papera sul Dipa, vola a negargli un gol più pesante di lui stesso dopo mangiato. Ancora Sbragone. Ma non è Suarez. Ditelo a Stellone. Voto: 7

Di Grazia: La traversa dal limite gli nega il bis di Legnago. Fra altri e bassi, l’ex Catania si conferma prezioso per il finale da cardio & palma. Voto: 6+

Luciani: Partita a saliscendi per il “core d’Arezzo”, ma la parata anomala in zona Cesarini su Marozzi, vale quanto il gol di Di Grazia a Legnago e il voto: 6,5

Altobelli: Tra Papa e compagni, che sfrecciano da ogni lato, pare la Papamobile, mentre la palla dal campo amico vola alta e inafferrabile come le rondini. Centra anche un palo clamoroso in giravolta. il migliore (o se volete il meno peggio) là dove si cucina il gioco. Voto: 6+

Di Paolantonio: Confeziona il gol a mezzo con Tomei e l’assist al bacio per Carlettone, che ne confermano “ad abuntantiam” le spiccate doti offensive. Ma gli fanno fare il regista arretrato e non gli fanno neanche finire la partita. Voto: 6 

Arini: In Papamobile perde il filo ,trottolando tra quei motociclisti dello Stato Pontificio, che sfrecciano come per via Maggio. Ma anche papa Francesco in persona, avrebbe fatto quel gol. Come è successo Mariano? Mistero agonistico di breriana memoria, cui solo la dea Eupalla può rispondere. Voto: 5,5

Cherubin: Sua la topica che resuscita Martignago. Per lui, anche la papamobole, ormai è una specie di Formula uno. Quando il mestiere e il curriculum non bastano. Voto: 4,5

Cutolo: Fa volare Tomei con un mancino vecchi tempi, ma non riesce più a far volare l’Arezzo. Ci prova fino in fondo con gli ultimi spiccioli, da capitano e aretino “ad honorem”. Voto: 6

Maggioni: La scelta conservativa di Stellone, che anche oggi relega Ventola in panchina. Alla fine il risultato da ragione al tecnico, grazie al Legnago, “lupus in fabula” con cui però il pari non basta più. E intanto ritocchiamo il Ferro. 

Perez, Piu, Iacoponi e Sussi: ng 

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