Calcio Via Antonio Gramsci

Dai gemelli Sisani, ai gol di Polidori, dalla maglia a Papa Francesco allo Scudetto. L'Arezzo si gode il primo titolo italiano

Il 20 giugno entra due volte nella storia: 40 anni dopo la storica vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti arriva il primo titolo italiano per le giovanili. Un trofeo nel segno di una ripartenza dopo la triste stagione della prima squadra

Adesso il 20 giugno è entrato per ben due volte nella storia dell'Arezzo calcio. La domenica iniziata nel segno dell'amarcord, quello del 40esimo anniversario della vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti del 1981, si è chiusa con un trionfo e la speranza che quel successo ai rigori contro il Cesena - giustiziere della prima squadra all'ultima giornata - possa rappresentare il segnale di ripartenza per il futuro.

Per la prima volta in quasi 100 anni di attività del Cavallino la bacheca di viale Gramsci accoglierà il un trofeo giovanile. Nella bacheca dello stadio Comunale la Coppa Italia vinta dall'Arezzo di Narciso Terziani, quello che inaugurò un ciclo vincente, non si sentirà più così sola.

Scapecchi: "Calcio aretino ha una nuova medaglia"

Cinque anni dopo la Final Four di Roma arriva il successo, al termine della stagione più tribolata di sempre. Nel 2016 c'era Antonio Alessandria in panchina, in campo gente come Massimiliano Benucci, il bomber era Iacuzio insieme a Bismark Ngissah. Semifinale vinta 2-0 contro il Catania e finale persa contro il Cittadella per 2-1, al termine di una tre giorni che vide l'Arezzo protagonista durante una udienza in Piazza San Pietro, con il lancio di una maglia a Papa Francesco, presa al volo.

L'Arezzo tornava sulla scena nazionale per la prima volta dopo la mancata iscrizione del 2010. E dire che proprio nell'ultimo anno dell'AC Arezzo la Berretti di Roberto Bacci fece sognare sia per i risultati che per il bel gioco espresso. In formazione c'erano i gemelli Sisani, autentiche stelle di quella squadra, e in attacco Tomassini e Polidori si contendevano la scena, per non parlare di Silvi e Locci in mezzo al campo con Padelli. Gente che sembrava destinata ad essere parte integrante dell'Arezzo del domani che non ci fu. Per la cronaca quell'edizione vide l'Arezzo uscire nella fase successiva al girone, quella del gruppo a tre contro Rimini e Südtirol.

Comunque la si pensi oggi è giusto celebrare un successo, indipendentemente da chi pensa alla Primavera 3 come un torneo minore. L'Arezzo per una volta guarda tutti dall'alto e non goderne almeno un po' sarebbe da masochisti. Il 20 giugno da oggi, oltre alla Coppa Italia del 1981, sarà il giorno della Primavera di Andrea Sussi, ereditata da Mario Palazzi, e portata senza flessione nella propria marcia alla finalissima. Il 20 giugno sarà il giorno della doppietta di Damiano Marras, del gol di Tordella, delle chiusure di Memushi e Martelli, dei km corsi da Verdelli ma anche del rigore di Ferraro: con quel 3 sulle spalle, quasi a voler essere come Fabio Grosso contro la Francia.

L'Arezzo torna da Bomporto con un trofeo che prova a dare nuova fiducia nel domani. Alcuni di quei ragazzi che ieri si sono messi al collo le medaglie prenderanno un posto sul pullman per Pieve Santo Stefano, poi lì starà a loro dimostrare a Mariotti di poter restare in pianta stabile.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dai gemelli Sisani, ai gol di Polidori, dalla maglia a Papa Francesco allo Scudetto. L'Arezzo si gode il primo titolo italiano

ArezzoNotizie è in caricamento