Da 1 a 10 | L'Arezzo batte un colpo: digiuno finito, giovani in copertina, le tre 'T' e quell'ultima trasferta

I dieci punti salienti dell'ultima settimana, quella della vittoria che tiene vivo il Cavallino

1. 26 gennaio 2020 - 21 febbraio 2021. Quasi 13 mesi di digiuno, per la precisione 391 giorni, prima di tornare ad esultare in casa per i tre punti. Ovviamente tenendo in considerazione lo stop causa Covid e quello dell'Arezzo. La seconda vittoria della stagione sblocca l'Arezzo in casa e arriva a distanza di tre mesi da quella di Imola. Numeri ancora da brividi, ma l'Arezzo ha battutto un colpo che magari aiuterà a resettare e ripartire come detto da Stellone.

2. Sempre in tema di numeri per la terza volta in stagione l'Arezzo chiude senza gol al passivo. La prima volta? Sempre a Imola. Verrebbe da dire altri tempi, ma soprattutto altri interpreti in campo.

3. Sala, Maggioni, Sbraga, Cherubin, Pinna, Arini, Di Paolantonio, Altobelli, Iacoponi, Perez e Piu. Dell'undici titolare solo in due (Maggioni e Piu) erano al Comunale fin dal primo giorno di ritiro, e fino a pochi giorni fa erano annoverati come comprimari. C'è chi ha conosciuto Camplone, chi ha trovato direttamente Stellone, sta di fatto che l'Arezzo di ieri era veramente un 'nuovo Arezzo' vuoi per il bisogno di far rifiatare certi elementi, sia perchè altri devono trovare la forma migliore.

4. La meglio gioventù. E pensare che leggendo Maggioni al centro della difesa erano venuti dei dubbi a Padova. L'ex Real Forte Querceta però non ha sbandato all'Euganeo, ha meritato la conferma, ed ha chiuso da centrale sensa patemi contro il Matelica. Su Iacoponi ormai il plauso di averlo portato ad Arezzo dal Team Nuova Florida è unanime. Scaraventato dentro in un derby ormai perso, il debutto a Verona con il piglio di chi è libero di mente, che ha tutto da guadagnare, e il primo gol da pro contro il Matelica. Testa sulle spalle, piedi ben piantati per terra, ma questo Iacoponi piace. Simile a Caso? Chissà, qualcosa c'è, di sicuro un 2002 così è un valore da preservare.

5. Non ha praticamente mai calciato in porta ma quel Perez là si è fatto sentire. Sportellate, sponde, torri, ripiegamenti difensivi. Dopo oltre un mese dall'infortunio il 'soldato' torna ed è quanto mai utile alla causa, perchè un conto è adattarci un giocatore - e sia ben chiaro che Piu si è calato bene nella parte - un conto è vedere lì davanti uno che spalle alla porta stoppa con il petto e a occhi chiusi manda i compagni sul fondo. I gol arriveranno ma il lavoro sporco è stato utile.

6. L'appetito vien mangiando, tradotto serve continuità adesso senza doversi affidare sempre agli altri anche perchè non basterebbe. Stellone lo sa e non a caso ha parlato di tre punti che potrebbero aiutare a resettare, togliere paure, e ripartire.

7. 'Credere nella salvezza è un obbligo ma se dovesse essere serie D non lasceremo l'Arezzo'. Parole di Fabio Gentile alla vigilia di Arezzo-Matelica. Per alcuni una possibile bandiera bianca per questa stagione, per altri un segnale di solidità. Oguno è libero di pensarla come vuole. Certo è che il presidente, ma la società in generale restìa alle interviste, questa volta ci ha messo la faccia. Nessuno ha la sfera magica per prevedere il futuro, di sicuro parlare e comunicare non è mai un errore.

8. È una settimana nuova e diversa quella che si apre, baciata dal sole e che richiamerà ai campini decine di appassionati perchè con gli stadi chiusi gli allenamenti sono l'ultimo e unico modo per vedere dal vivo gli amaranto. Per favore: niente porte chiuse fino alla rifinitura. Mascherine tirate su, distanziamento e non ci sarà alcun problema.

9. Il 22 febbraio 2020 ero in auto, destinazione Monza. Compagni di viaggio Raffaello Emiliani, Marcello Vardi e Mauro Pasqualini. Attaraversando l'Emilia romagna e la Lombardia con il Coronavirus che faceva capolino, con autogrill chiusi, prime ipotesi di zone rosse e il timore di aver sbagliato a spingersi fino al Brianteo. Finì 1-1, segnò Tassi, fu una mezza vittoria. Ma fu anche l'ultima trasferta della Minghelli.

10. Taranto, Terni e Trieste. Le tre 'T' terribili, quasi uno scioglilingua detto così, contro le quali l'Arezzo ha raccolto poco in passato. Domenica c'è la trasferta al Nereo Rocco sperando che il Cavallino si ricordi di come si sfatano i tabù. Per informazioni chiedere a Davide Carteri o a mister Cardinali.

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