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Arezzo-Legnago, le pagelle. Di Paolantonio regista ovunque, Arini paga un errore non da lui

L'ex Avellino sempre più imprescindibile per la manovra. Da rivedere i terzini. Cutolo segna un rigore pesantissimo

SALA 6 - Incolpevole sul gol, attento su due tiri da fuori e per  il resto è ordinaria amministrazione.

LUCIANI 5 - Chiude il 2020 in riserva non tanto sul piano della spinta. Certi appoggi errati su lanci e cross non sono da lui. L’emblema è quel traversone per Benucci a pochi secondi dalla scadere che va direttamente in fallo laterale. Il cinque non è dettato da troppa severità, ma dal fatto che da Luciani ti aspetti qualcosa in più.

BALDAN 6 - Sul gol del Legnago va in scivolata fuori tempo. Certo, non è l’errore più grave ma poteva essere accompagnato meglio sull’esterno Chakir. Nel finale c’è la sensazione che poteva scegliere meglio il tempo sulla torre di Cherubin. Ad ogni modo è stata una buona prova rispetto alle ultime.

CHERUBIN 6 - Partita senza alti né bassi. Di testa non concede nulla e l’Arezzo ne guadagna anche in carisma.

MAGGIONI 5 - Rispolverato dopo quasi due mesi viene dirottato a sinistra dove non lascia il segno in avanti, vivendo 68 minuti in salita (dal 23' st BENUCCI 6 - A riposo dopo gli ultimi straordinari è più pimpante nella spinta del compagno ed ha il merito di guadagnare il penalty).

ARINI 5 - Se non fosse per l’errore che non ti aspetti da uno con la sua esperienza sarebbe un altro sei senza paura di essere smentiti (dal 23' st FOGLIA 5,5 - La pausa servirà a trovare la condizione migliore).

DI PAOLANTONIO 6,5 - Inutile girarci intorno, è lui il calciatore che fa girare l’Arezzo. Parte con il freno a meno, penalizzato dai reparti distanti e dall’avversario. Si mette in luce sui calci piazzati e quel piede caldo è una delle armi migliori (per adesso) dell’Arezzo.

BELLONI 6,5 - Il più pericoloso nel primo tempo. Il solito peperino sulla destra con le giocate più utili alla causa.

CUTOLO 6,5 - Il rigore pesava come un macigno contro un Pizzignacco che ne ha parati due nell’ultima sfida interna.

SUSSI 5 - Un passo indietro attribuibile alla stanchezza e nulla più (dal 9' st DI NARDO 6 - Un colpo di testa ma soprattutto una rovesciata da applausi. Entra con il piglio giusto. Un altro segnale che fa capire come e quanto sia utile da punta esterna piuttosto che da centravanti).

ZUPPEL 6 - Il vito è la media tra un primo tempo fatto di torri, sponde, sportellate e punizioni conquistate, e una ripresa dove si esaurisce con il passare dei minuti.

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