Fumata bianca: Di Bari è il nuovo direttore sportivo. Calori in pole per la panchina

L'ex dirigente del Foggia sarà l'uomo mercato della prima squadra. Prima ipotesi per la panchina

Giuseppe Di Bari e Riccardo Fabbro

La fumata bianca è arrivata poco dopo le 15. L'Arezzo ha scelto: Giuseppe Di Bari è il nuovo direttore sportivo dell'Arezzo. Sarà lui l'uomo mercato del Cavallino. La firma è arrivata nel pomeriggio dopo che nelle giornate precedenti era andato in scena un vero e proprio casting per capire chi avrebbe pouto ricoprire tale incarico. Di Bari ha superato la concorrenza di vari colleghi tra cui Emiliano Testini, Panfili, Andrea Mussi e così via.

"A seguito dei vari incontri fatti nella giornata di ier - ha dichiarato il dg Riccardo Fabbro abbiamo individuato nella figura di Giuseppe Di Bari il direttore sportivo che la società cercava per raggiungere i propri obiettivi".

Classe 1969, originario di Manfredonia, Di Bari è stato un difensore che dopo aver mosso i primi passi tra i professionisti con il Bisceglie, nel 1992 è approdato in serie A direttamente dalla C2. Un salto propiziato dall'interesse di Zeman per le sue doti. Di Bari infatti ha giocato con la maglia del Foggia, quindi con il Treviso e il Savoia.

I diesse accostati all'Arezzo. Per il ritiro ipotesi Chianciano

Nel 2011 ha sostenuto l'esame da direttore sportivo partendo dai dilettanti e arrivando poi al Foggia. Con i rossoneri è riuscito ad arrivare fino alla serie B partendo dal Campionato nazionale dilettanti, vincendo tra le altre cose anche la Supercoppa di Lega Pro, una Coppa Italia di Lega Pro oltre a un campionato sempre di terza serie.

"Sono orgoglioso di intraprendere quest'avventura con l'Arezzo - ha dichiarato Di Bari che ha firmato un accordo annuale perché è una società con un passato blasonato e spero di fare il meglio possibile. Cercherò di portare la mia esperienza al servizio dell'Arezzo".

Adesso il mister

A nemmeno 72 ore dalla nomina a direttore generale ecco il primo tassello messo al proprio posto dal nuovo direttore generale. Dopo il ds l'attenzione adesso si sposterà sull'allenatore. "Direttore sportivo, quindi l'allenatore che verrà scelto di conseguenza" aveva detto Fabbro.

Il nome caldo per la panchina, che sta già circolando facendo ben sperare i tifosi, è quello di Alessandro Calori. Un tecnico aretino, classe 1966, che dopo aver giocato tra Santa Firmina e Arezzo è poi approdato a Montevarchi, Udinese e Perugia, giocando in serie A. Il suo nome è legato anche al gol sotto il diluvio del 'Curi' che costò lo Scudetto alla Juventus a favore della Lazio.

Chiusa la carriera nel Venezia e qui che ha iniziato il percorso come allenatore, in qualità di vice di Angelo Gregucci. Quindi Triestina, Sambenedettese, Avellino (in serie B) e la vittoria della Lega Pro alla guida del Portogruaro. Nel suo curriculum anche le esperienze con Brescia (serie B), Novara (serie B), di nuovo Brescia (serie B), poi Trapani (serie B e Lega Pro) e Ternana in Lega Pro.

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Un profilo esperto per la categoria, che anzi vanta un curriculum principalmente tra i cadetti, accostato anche nell'estate del 2017 al Cavallino. Che dire poi del dna aretino. Fatta eccezione per Mezzanotti, comunque originario di Sansepolcro, gli ultimi tecnici nati in provincia di Arezzo sono stati Menchino Neri e Mario Rossi, entrambi nella stagione 1992-1993.
AlessandroCalori-2

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