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Massimo Anselmi

Massimo Anselmi

Anselmi: "Versato la mia parte fino a dicembre. Basta polemiche, serve condivisione"

Il vicepresidente tende la mano a La Cava. Anselmi non ha mandato giù l'attacco per i mancati versamenti da parte dell'azionista di maggioranza ed è disponibile ad un nuovo confronto.

Massimo Anselmi dice basta alla polemiche puntaulizzando alcuni aspetti. Il vicepresidente ammette di aver interrotto i finanziamenti alla S.S. Arezzo ma solo dal mese di dicembre dopo aver versato 273mila euro nelle casse amaranto. Anselmi chiede a questo punto maggiore condivisione, segno che è disponibile a proseguire l'avventura nel calcio però "non è più il caso di alimentare ulteriormente la discussione a mezzo stampa".

"A seguito delle dichiarazioni pubbliche da parte del presidente Giorgio La Cava, il cui contenuto non corrisponde al vero ed è lesivo della mia persona, intendo precisare che la società di cui sono amministratore e che è socia al 20% della S.S. Arezzo ha effettuato, fino ad oggi, versamenti pari a 273mila euro per il finanziamento della S.S. Arezzo, di cui non è affatto debitrice. Solo a metà del mese di dicembre, allorché la mancata condivisione nella gestione è divenuta intollerabile, la società di cui sono amministratore ha deciso di interrompere i finanziamenti che spontaneamente, senza che vi fosse alcun obbligo, i tre soci avevano fino a quel momento effettuato pro quota. Questa puntualizzazione al solo scopo di tutelare la mia persona e il mio ruolo di vicepresidente e socio fondatore della S.S. Arezzo, oltre che per ripristinare la verità delle informazioni verso la tifoseria. Rinnovo il mio invito, che vuole essere assolutamente costruttivo, a una maggiore condivisione nella gestione dell'attività, in modo da garantire ai soci e alla città, che tanto si è spesa per la sopravvivenza del calcio ad Arezzo, la giusta trasparenza. Ritengo, inoltre, per il bene superiore della squadra e della serenità dell'ambiente, che non sia più il caso, almeno per quanto mi riguarda, di alimentare ulteriormente la discussione a mezzo stampa. Per questo auspico la convocazione in tempi brevi di un C.d.A. che resta la sede naturale per esporre le varie argomentazioni, per arrivare, come auspico, a un punto d'incontro dopo i necessari e indispensabili chiarimenti".

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