A come abbraccio, R come recupero, V come volontarie. Il day after di Siena-Arezzo

L'abecedario del derby. L'abbraccio tra giocatori e staff tecnico, le volontarie a bordo campo e il post del direttore

L'abbraccio degli amaranto dopo il gol di Baldan

A come abbraccio. Quello collettivo al momento del gol. Un gesto non banale, soprattutto istintivo tra giocatori in campo, quelli in panchina e staff tecnico. Gruppo compatto e soprattutto con il mister come dimostrato anche con il passaggio senza intoppi al 3-5-2, salvo ovviamente la partita con il Monza.

B come Baldan. Era finito dietro la lavagna contro i brianzoli tra le sgassate di Chiricò e Finotto oltre alle spallate di Brighenti. A Siena va in panchina, entra e per quasi mezz’ora sembra regalare l’impresa ai suoi compagni riscattandosi.

C come 545. Dopo un 4-0 incassato in casa propria, nonostante una classifica che per adesso vede lontane le zone nobili e i favori del pronostico tutti per i locali, sono stati oltre 540 i tifosi amaranto sugli spalti del Franchi. Obiettivo tre punti certo, ma anche e soprattutto dimostrare cosa significa e quanto conta l’Arezzo, indipendentemente dalle difficoltà o dai periodi no.

D come debutto. Non da ricordare quello di Antonio Mesina, classe 1993, arrivato dal Castiadas e schierato un po’ a sorpresa nel derby. Certo è che debuttare tra i pro in un Siena-Arezzo dopo la debacle con il Monza, contro gente del calibro di D’Ambrosio, Buschiazzo e Baroni non è una passeggiata. Andrà meglio la prossima volta, ad ogni modo tra infortuni e una vena realizzativa da ritrovare tutto sommato era giusto dare un’occasione anche a lui.

E come ex. Da Polidori a Varga passando per Ferrari, Lamma, Tosti e Dal Canto che era al suo primo derby da ex. Alla fine Dal Canto si è beccato una dose di fischi decisamente inferiore alle centinaia di post e commenti che hanno occupato lo spazio sui social. Con i giornalisti e qualche tifoso arrivato da Arezzo - con i giocatori si era già incrociato in autogrill - ci sono sorrisi e strette di mano perché l’ultima stagione non si cancella. “Questo è il mio lavoro e nella vita vanno fatte delle scelte” ha poi ribadito Dal Canto spiegando come l’iter della separazione non si stato capito e domandandosi: “anche Di Donato era un ex ma non è stato fischiato”.

F come fuorigioco. Quello che a Siena hanno chiesto riguardando le immagini in occasione del gol di Baldan, quello che l’Arezzo ringrazia perché ha annullato la rete Cesarini.

G come Guidone. In estate era ad un passo dall’Arezzo peccato però che quando sembrava in prossimità del casello autostradale di Battifolle per apporre la firma sul contratto si è inserito il Siena, come hanno anche raccontato in casa bianconera. In gol mercoledì in Coppa, in gol anche nel derby. Due reti che possono cambiare le gerarchie adesso.

I come infortuni. Quelli stanno segnando questo avvio di stagione. Da Corrado a Sereni prima, passando per Burzigotti, andando poi da Dell’Agnello, Picchi e adesso Belloni che potrebbe 

L come La Cava. Chissà cosa ha provato a distanza il presidente, inibito pochi giorni fa per il caso Basit, assente sulle tribune del Franchi. 

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M come Mela. Era il soprannome di Gabriele Frosini, il 38enne scomparso la scorsa settimana. Tifoso amaranto a cui la Sud in trasferta ha mandato il proprio saluto prima del calcio d’inizio, con il mazzo di fiori adagiato da capitan Cutolo sotto al settore con l’applauso anche della squadra.

N come Nolan. Fin qui si parlava della sua freddezza, dote evidenziata da Di Donato. A Siena si è visto soprattutto un difensore arcigno e aggressivo che ha preso a sportellate senza tanti complimenti Cesarini e Polidori all’occorrenza. Magari non bellissimo ma efficace fino al 95’ quando gli sfugge Guidone…

O come otto. Il numero di maglia di Fabio Foglia e Matteo Serrotti, due giocatori che hanno fatto la fortuna della mediana amaranto fino allo scorso maggio e che ieri si sono destreggiati da avversari. Ne è venuta fuori una prova tra qualità, geometria e corsa. Il pensiero di tutti in questo caso è scontato.

P come Polidori. L’ultimo giocatore ad aver colorato di amaranto il derby del Franchi. Un giocatore cresciuto in amaranto, tornato in viale Gramsci più maturo ed esperto. Lo spauracchio alla fine è rimasto tale una una serata non proprio ricca di rifornimenti grazie anche alla prova di Ceccarelli e dei braccetti.

Q come quattro. I punti che l’Arezzo ha lasciato tra Crema e Siena dove al vantaggio amaranto è seguito il pari degli avversario. A farlo presente il post del direttore sul proprio profilo Facebook che non è passato inosservato. Dal pari maturato in pieno recupero, al rosso di Rolando passando poi per la terza mensilità saldata in giornata per arrivare a lanciare un monito a chi crea dissenso per rimandare “i topi nelle fogne”.

R come recupero. Quei sei minuti che hanno permesso al Siena di riagguantare l’Arezzo. L’amarezza non è paragonabile a quella della sfida di pochi mesi fa al Comunale ma ci va vicino. Un maxi recupero che fa discutere al netto delle cinque interruzioni per i campi, i cartellini rossi (due) e le perdite di tempo.

S come soci. E’ stato il rumors o per meglio dire l’indiscrezione finita sulla bocca di tutti e non confermata per adesso e cioè che alla fine sarebbero entrati in società nuovi imprenditori (non aretini). Il rumors in attesa di conferme o smentite resta tale.

T come trittico. Si riparte sabato con un tour de force. Arriva l’Alessandria alle 20:45, poi mercoledì alla stessa ora in casa della Pro Vercelli di Alberto Gilardino e infine domenica 27 la Giana Erminio in casa alle 15. Per la cronaca l’albiceleste ha riportato in panchina Albè, alias il Ferguson di Gorgonzola.

U come under. E' bene ricordare la regola fonte di discussione ogni settimana. Le società la possibilità e non l'obbligo di impiegare tre giocatori nati dopo il 1° gennaio 1998 per tutto l'arco dell'incontro per accedere al minutaggio che in fino alla stagione può produrre un utile vicino ai 500mila euro. Un tema che ha interessato anche l'ultimo consiglio della Lega Pro.

Misericordia_volontaria_Siena_Arezzo3-2V come volontarie. Per cinque minuti buoni l’attenzione almeno in uno dei box del Franchi si è concentrata su due ragazze a bordo campo in servizio per la Misericordia. Il derby è il derby certo, ma in certi casi…

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Z come zero successi. Quelli maturati dal Siena in casa nelle gare di campionato e quelli dell’Arezzo lontano dal Comunale. Per inciso il prossimo 6 novembre si torna a Siena per la sfida di Coppa in gara unica.

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