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Arezzo_Cremonese_2017_2

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Atteggiamento giusto, ma poche idee: cade il fortino. L'Arezzo recrimina con l'arbitro

Se c'è una cosa da salvare è l'atteggiamento. La Cremonese che doveva solo vincere per tenere vive le (poche) speranze di riprendere l'Alessandria aveva solo l'obiettivo dei tre punti. Difendere e ripartire con le qualità dei singoli. All'Arezzo...

Se c'è una cosa da salvare è l'atteggiamento. La Cremonese che doveva solo vincere per tenere vive le (poche) speranze di riprendere l'Alessandria aveva solo l'obiettivo dei tre punti. Difendere e ripartire con le qualità dei singoli. All'Arezzo occorreva fare la partita e così è stato, almeno nel primo tempo.

A dire la verità il vero e proprio forcing verso la porta di Ravaglia c'è stato solo dopo il gol di Stanco. Una rete propiziata da una traballante corsia mancina sullo spunto di Brighenti e un'amnesia difensiva che ha permesso a Stanco di colpire da solo.

Di lì in avanti ecco gli amaranto spingere e chiudere per larghi tratti la Cremonese nella metà campo. Eppure nonostante i 21 cross dalle corsie esterne, soprattutto dalla destra, la porta sotto la Sud è rimasta ancora stregata.

Demerito di Polidori e Moscardelli? Con due corazzieri come Canini e Bastrini era difficile spuntarla sulle palle aeree. Se poi ci mettiamo anche il fatto che le respinte sono arrivate sui piedi di giocatori con compiti di rottura più che di impostazione è facile immaginare l'esito.

Nella ripresa alla Cremonese va il merito di aver saputo rallentare il gioco con l'aiuto anche del signor Amoroso che merita un capitolo a parte. Resta il fatto che di idee ce ne erano davvero poche in casa Arezzo e nemmeno l'ingresso di Grossi e quello di Erpen a 15' dallo scadere con passaggio al 3-4-1-2 hanno aiutato.

Amoroso ammonisce Cenetti e Pesce

Una terna non all'altezza. Tutti d'accordo, soprattutto l'Arezzo, nel far finire il signor Carlo Amoroso di Paola e i suoi assistenti Santoro e Mangino dietro la lavagna. A dire la verità questa volta c'entra poco il signor Mangino che multò anni addietro l'Arezzo a Colle Val d'Elsa per aver "rinvenuto sul terreno di gioco 5 centesimi lanciati dagli spalti".

Ecco se l'Arezzo ha avutoquello giusto il signor Amoroso ha adottato l'atteggiamento sbagliato per un big match. Va bene lasciar correre su interventi duri ma tutto sommato corretti. Passi pure l'arbitraggio all'inglese sulle trattenute, ma come può il direttore di gara fare finta di nulla sulla perdita di tempo fin dalla prima frazione del portiere Ravaglia al momento del rinvio dal fondo? Che dire poi dei cartellini gialli, distribuiti solo dopo una baruffa davanti alla panchina di Tesser. Sottili al riguardo lo ha definito "un duce con il quale non è stato possibile avere un confronto".

I tabù. Confermato quello che vede la Cremonese imbattuta al "Comunale", sfatato quello di un Arezzo mai ko in questa stagione davanti al proprio pubblico e mai sconfitta per due volte di seguito. Adesso serve resettare e ripartire, perchè più che tabù sono numeri che vanno vanno e vengono.

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