Lo sport ad Arezzo dopo il lockdown: i numeri della ripartenza

Tre associazioni su 10 non hanno riaperto. Cause principali? Struttura non conforme alle nuove direttive, perdita degli utenti, mancanza di liquidità economiche

Sport e ripartenza. Come? Se lo è chiesto il Centro Sportivo Italiano aretino. E il suo presidente, Lorenzo Bernardini, ha deciso di snocciolare un po' di numeri, prendendo come parametro le società affiliate e nello specifico i 3.283 tesserati al Csi di Arezzo.
Ed ecco quanto emerso: da maggio a settembre il 35 per cento ha abbandonato la pratica sportiva.
Tre associazioni su 10 non hanno riaperto. Cause principali? Struttura non conforme alle nuove direttive, perdita degli utenti, mancanza di liquidità economiche.
Un dato positivo però si riscontra: un incremento del 25% dei praticanti degli sport in singolo. Ma questo a fronte di un -30% negli sport di squadra simili a danza, ballo, fitness che, ad oggi, hanno rallentato il passo degli iscritti.
Ecco, poi, quanto rilevato dal CSI aretino in merito all’età. La fascia 5-12 anni non ha visto al via un bel 40% degli utenti, mentre c’è stato un incremento del 15% nella fascia 16-22 anni e un bel 25% nella fascia 22-35 anni.
“Questo dato, amplificato sulle società a livello toscano sarebbe a dir poco tragico” commenta il presidente Lorenzo Bernardini.
Il Covid c’è ed è necessario conviverci.

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“A chi chiede fondi economici ricordiamo – prosegue Bernardini - che dei bandi, utili o non utili, ci sono stati sia dalla Regione che dal Governo. Ma, come sempre, è necessario anche rimboccarsi le maniche. Investiamo anche questo tempo nella formazione personale, cerchiamo di imparare per poi tornare a dare un servizio non solo sportivo, ma anche educativo che tanto manca ai nostri atleti, professionisti e non. Lo sport è soprattutto questo: il rispetto delle regole prima e la forza di reagire dopo. Per il bene del settore sportivo aretino stringiamo i pugni e state sicuri che torneremo a far quello che facevamo, magari con un pizzico di nozioni in più” conclude il presidente del CSI aretino.
 

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