Domenica, 13 Giugno 2021
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"Le sfide non ci spaventano". L'aretino Cardile presenta così la nuova Ferrari

Aretino, classe 1975, Enrico Cardile viene annoverato tra gli ingegneri 'cresciuti' dalla casa di Maranello

"Abbiamo scelto la parte posteriore, realizzando un nuovo cambio e delle nuove sospensioni. Questo, in aggiunta al lavoro svolto insieme ai colleghi della power unit, ha permesso di ottenere un retrotreno molto più rastremato". Così Enrico Cardile, responsabile della nuova Area Telaio (Head of Chassis Area), ha presentato la nuova Ferrari che tenterà di cancellare il dir poco 'annus horribilis'.

Un ruolo di primo piano per l'ingegnere, classe 1975, nato ad Arezzo presentato pochi mesi fa come il 'nuovo ingegnere cresciuto a Maranello'. Già perchè Cardile dopo la laurea in ingegneria aerospaziale all’Università di Pisa nel 2002, con una tesi in cui trattava le varie sperimentazioni svolte in galleria del vento proprio nello stabilimento di Maranello, oltre a lavorare per l'Ateneo pisano iniziò a collaborare con la Ferrari. L'ambito? Ovviamente lo sviluppo di progetti in campo aerodinamico. 

Nel 2005 viene assunto dalla Casa di Maranello come responsabile dell’Area Termica, assumendo con il passare del tempo ruoli di responsabilità, partendo dalle Gran Turismo 458 Italia GT2 e GT3 e 488 GTE e GT3. Modelli che dominano la scena con vittorie alla 24 Ore di Daytona e di Le Mans e titoli mondiali FIA WEC. Nel 2016 il passaggio nella gestione sportiva come Head Aero Development, mentre l’anno seguente assume quello di Vehicle Project Manager. È con l'arrivo di Mattia Binotto come Team Principal che Cardile si mette al lavoro, sempre più a stretto contatto con la F1 in qualità di Head of Aerodynamics and Vehicle Project Manager, mentre ad agosto 2020 diventa responsabile della neonata divisione Performance Development. Da quest'anno è il responsabile della nuova Area Telaio (Head of Chassis Area).

Un ruolo chiave per le ambizioni della scuderia di Maranello che ieri ha illustrato così la nuova Ferrari, a tinte rosse, nere e amaranto.

"Anche il sistema di raffreddamento è stato oggetto delle nostre attenzioni. Abbiamo aumentato l’autorità del radiatore centrale e disegnato una carrozzeria più “downwashing”. L’aerodinamica è stata una delle aree impattate dalle modifiche regolamentari volte a ridurre la capacità di sviluppare carico verticale, a salvaguardia dell’integrità dei pneumatici. Per questo motivo, quando abbiamo cominciato lo sviluppo aerodinamico della vettura ci siamo dati due obiettivi: aumentare il carico aerodinamico perso con i regolamenti e ridurre il drag. La parte anteriore della vettura ha ricevuto interventi meno radicali per via del regolamento. Quindi abbiamo sviluppato una nuova ala anteriore, che lavora in accoppiamento con un naso di nuovo concetto, ma telaio e sospensioni sono quelli della SF1000".

Enrico Cardile non è il primo aretino in F1. Luca Marmorini, classe 1961, anche lui passato da Maranello dove a partire dal 1990 entrò a far parte dell'ufficio calcoli della gestione sportiva, passando poi nel 1999 alla Toyota, nel team di F1. Dieci anni più tardi il ritorno in Ferrari dove è rimasto fino al 2014.

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