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Andrea Piccini e i compagni di equipaggio sotto la bandiera a scacchi della 24 ore di Le Mans

"Concludere questa maratona a oltre 200 chilometri orari di media resta sempre un'impresa degna di nota”

Il 14esimo posto in classe, ma soprattutto la Ferrari 488 Gte numero 60 portata sotto la mitica bandiera a scacchi della 24 Ore di Le Mans. È alla resa dei conti positivo il bilancio della gara per l’equipaggio del team Kessel Racing composto da Andrea Piccini – che tornava dopo dieci anni a correre in questa affascinante gara – e da Claudio Schiavoni e Sergio Pianezzola, che invece erano entrambi alla prima esperienza sulla lunga durata.

La vettura ha girato come un orologio svizzero per tutta la gara, il team ha lavorato con grande professionalità e solo due uscite di pista di Pianezzola a Mulsanne e alle curve Porsche, per fortuna senza conseguenze alla vettura, hanno fatto trattenere il fiato a tutto il team Kessel. 

“Vedere la bandiera a scacchi di questa mitica gara è sempre una soddisfazione - dice Andrea Piccini – e il compito che avevo era principalmente quello di guidare il nostro equipaggio, vista la mia esperienza in questa gara. Sono orgoglioso del lavoro svolto, in modo particolare dai miei compagni al debutto in una 24 Ore… e non una a caso, ma la più importante e mitica, con gran parte dei migliori piloti del mondo Endurance in pista. Devo ammettere che ho fatto un po’ fatica anch’io durante la notte, perché avevo quasi sempre un occhio rivolto allo specchietto per stare attento ai prototipi e alle auto delle categorie più competitive, con le luci dei fari che si riflettevano costantemente. Una situazione insolita per me, abituato ad attaccare le altre vetture per mirare a risultati di vertice e quindi a guardare costantemente avanti. In quei momenti, ho capito la difficoltà di un gentleman driver come Claudio Schiavoni nell’avere sempre vetture più performanti che pressano da dietro e nel dover trovare lo spazio per lasciarle passare senza perdere tempo, ma anche senza rischiare un contatto. Claudio ha comunque portato a termine 6 stint di guida senza commettere errori e Sergio Pianezzola ha dimostrato di avere un ritmo non lontano dai migliori sia di giorno che di notte. Avevamo veramente una buona macchina, tanto che nelle due ore del mio turno di guida del mattino sono stato spesso il conduttore della vettura della nostra categoria più veloce in pista e sono riuscito a segnare uno dei giri più veloci in gara. Una gara il cui livello tecnico quest’anno si è sensibilmente innalzato in tutte le classi, compresa la nostra e che proprio per l'alto livello della competizione ha visto diversi piloti commettere errori e incappare in incidenti e uscite di pista. Concludere questa maratona a oltre 200 chilometri orari di media resta sempre un'impresa degna di nota”.

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