Visite e turismo individuale per la ripresa. L'appello delle Guide: "Aretini riscoprite la vostra città"

Rachele Fusai è la presidente del Centro Guide di Arezzo una realtà che, come molte altre del comparto turistico, si trova in grande difficoltà

Immagine di repertorio

Tour individuali, visite a numero chiuso e un’organizzazione puntuale e precisa di quello che è il rapporto con i visitatori. Dura la vita della guida turistica nell’era post Covid. Come ampiamente documentato da indagini, studi e approfondimenti, il comparto turistico è uno dei settori ai quali, più che in altri, l’emergenza sanitaria ha presentato un conto salatissimo. Quarantene obbligatorie, frontiere ancora non del tutto accessibili e timori personali rendono la presenza di visitatori quantomeno contenuta. Un aspetto testimoniato non solo dalle cifre delle strutture alberghiere ma anche dagli operatori del settore. Tra questi ci sono le guide turistiche.

Rachele Fusai è la presidente del Centro Guide di Arezzo realtà che, da lungo tempo, si occupa di organizzare e offrire esperienze volte ad una migliore conoscenza del territorio e della città.

“È innegabile che il settore turistico sia molto in sofferenza - specifica - i turisti che arrivano in città hanno difficoltà a sentirsi sicuri nel partecipare ad una visita guidata. È evidente che psicologicamente gli effetti del post lockdown si facciano sentire. Al momento noi guide lavoriamo poco o niente anche se ci stiamo dando molto da fare per sviluppare strategie di turismo individuale. Abbiamo deciso di rimboccarci le maniche perché non possiamo rimanere con le mani in mano. Così vogliamo ricordare che noi ci siamo per tutti, per gli aretini, per i toscani e per chi vuole scoprire Arezzo”.

Durante i fine settimana, da sempre, il Centro Guide di Arezzo organizza delle visite che portano i partecipanti in giro non solo per le strade e piazze del capoluogo ma anche in provincia. “La guida parte anche se c’è solo una persona - prosegue Rachele - e questo perché cerchiamo di fare una corretta promozione del nostro territorio. Stiamo assistendo ad un ritorno in città di visitatori dal nord Italia attratti dalle bellezze culturali della nostra terra. È innegabile che questo rappresenti un volano per lo sviluppo economico molto importante ed è importante continuare ad investirci. Gli aretini, secondo me, dovrebbero riscoprire la propria città. In primo luogo perché forse non la conoscono bene come pensano e poi perché, se si crede che il luogo dove si vive sia bello e degno di attenzione dobbiamo essere noi stessi i primi a crederci”.

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