"Gli aretini? Leggono tanto e non solo in quarantena". La storia di Gabriele il libraio di via Garibaldi

La nuova vita della libreria La Feltrinelli Point di Arezzo raccontata da Grabriele Grazi tra emergenza sanitaria e nuova normalità

“Nonostante tutto siamo stati tra le categorie più fortunate, se così possiamo dire”. Le librerie sono tra le attività commerciali, di non primaria necessità, che hanno potuto riaprire i battenti in anticipo rispetto ad altri. “Durante il lockdown - racconta Gabriele Grazi de La Feltrinelli Point di Arezzo - abbiamo potuto organizzare consegne a domicilio. Poi, quando invece abbiamo riaperto al pubblico, ci siamo adoperati per fornire al massimo delle nostre potenzialità un servizio a tutti i cittadini costretti all’isolamento”.

Le settimane della quarantena sono stati per tutti un momento di grande difficoltà emotiva, psicologica oltre che economica. Come è noto con il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 10 aprile, le librerie sono state riaperte dal 14 aprile scorso. Sanificazioni, entrate scaglionate, contatti azzerati sono diventati da subito parte della nuova normalità di chi conduce un’attività di questo genere. “Abbiamo cercato di operare nel massimo della sicurezza e nel più rigoroso rispetto delle normative anti Covid - continua Gabriele - Quando ci è stato concesso di rientrare in negozio è stato un momento emozionante anche se, è facile comprenderlo, i centri storici come il nostro risentono molto dell’assenza di altre attività aperte. Vetrine illuminate e persone in giro rendono tutto molto più semplice anche per noi. Nonostante ciò, essere aperti è stato importante. Faccio un esempio sciocco ma, a mio avviso, molto significativo. Nei giorni successivi alla riapertura molte mamme con i bimbi a casa hanno trovato in noi un punto di riferimento per acquistare libro giocattolo oppure albi utili ad incentivare lo studio a distanza. Altri clienti sono venuti per acquistare libri da leggere per superare meglio quelle lunghe giornate di isolamento. Insomma, piccole cose che però hanno contribuito a migliorare la quotidianità delle persone”.

Interessante è poi anche il tipo di riscontro avuto in termini numerici. In un panorama nazionale dove (in media) solo 4 persone su 10 leggono almeno un libro all’anno, Arezzo si è distinta.

“Sì - continua Gabriele - la nostra città è una bella realtà perché, stando a quanto abbiamo registrato, gli aretini leggono ed hanno molto interesse per le manifestazioni culturali. Confrontandomi con gli altri direttori degli store Feltrinelli la comparazione è piuttosto puntuale e rivela come Arezzo sia - anche senza emergenza Covid e quarantena - una piazza che, in quanto a libri e letture, si dà da fare”.

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