Matrimoni, così gli innamorati pensano al grande giorno dopo l'epidemia. Tra lacrime e nuove idee

Sposarsi ai tempi del coronavirus è una vera impresa. Il 95 per cento dei matrimoni sono saltati. Ne parliamo con due professionisti del settore, Gianni Briganti di E.Venti e Alessandro Falsetti di Tuscany Photografers

Mesi di preparazione: la prova dell'abito - quello che fa venire le lacrime agli occhi appena indossato - la scelta della location, quella del menù, il bouquet, l'auto. Il sogno di un matrimonio da favola che sembra a portata di mano, ma poi svanisce. L'emergenza sanitaria è riuscita a far rimandare anche le promesse d'amore. Quella dei matrimoni è stata una stagione davvero difficile: sono infatti tante le coppie che, viste le regole di distanziamento sociale, l'obbligo della mascherina e la difficoltà ad allestire una festa e una cerimonia come desiderato, hanno deciso, a malincuore, di rinviare tutto. Anche di un anno. Come è accaduto nel comune di Arezzo, dove da marzo ad oggi erano stati fissati circa 10 matrimoni, ma solo due a marzo (subito prima del lockdown) si sono svolti in forma pubblica. Gli altri sono stati tutti rinviati. Così come si è innescata la corsa al rinvio per le altre 24 coppie che avevano fissato la data tra maggio e settembre. 

"Sono stati mesi davvero difficili per il nostro settore - spiega Gianni Briganti di E.Vento, professionista che si occupa dell'organizzazione di questi eventi - e tante lacrime sono state versate dalle spose, costrette a rinviare tutto. A malincuore, certo. Ma quale sposa vorrebbe presentarsi al giorno del suo matrimonio con la mascherina?"

Gli organizzatori, i wedding planner e gli addetti ai lavori si sono trovati di fronte un muro insormontabile di burocrazia e regolamenti. L'uso della mascherina è forse l'aspetto che balza di più agli occhi, ma poi ci sono situazioni molto più complicate da gestire.

"Ad esempio - spiega Alessandro Falsetti, di Tuscany Photographers, promotore dell'iniziativa Wedding Showcase che mette in contatto gli addetti ai lavori - è necessario pensare a fare una cernita tra gli invitati. Ma chi in quel giorno vuole rinunciare ad un proprio caro o un amico? E poi ci sono tutti gli accorgimenti per il distanziamento sociale".

Gli addetti ai lavori contano però di poter ripartire già da settembre con le prossime cerimonie. 

"I matrimoni cambieranno un po', ma la festa sarà ugualmente speciale - spiega Briganti - probabilmente in alcuni frangenti, al chiuso, servirà ancora la mascherina e dovremo fare attenzione distanziamento sociale. Probabilmente i tavoli rotondi non ci saranno più: torneranno le tavolate che permettono agli invitati di restare seduti a distanza di sicurezza. D'altra parte quella delle tavolate era un tendenza che stava tornando in auge, adesso lo sarà ancora di più. I buffet ci saranno ma con modalità precise: monoporzioni, servizio diretto per evitare assembramenti. Il personale utilizzerà sempre tutti i dispositivi di protezione richiesti".

Così dunque gli aretini possono tornare a celebrare le nozze tanto attese. Mentre per gli stranieri che raggiungevano la nostra provincia per scambiarsi le promesse in ambienti unici, ricchi di charme, la situazione appare ancora più complicata. 

"Dagli Stati Uniti dalla Gran Bretagna e da altri paesi europei ed extraeuropei - spiega Falsetti - non possono raggiungere l'Italia in nessun modo e diventa particolarmente complicato portare anche parenti e amici. E' un peccato perché sono i classici casi che non presenterebbero problemi di distanziamento sociale: solitamente si tratta di pochi ospiti in ambientazioni maestose, dove tutto può essere fatto in sicurezza". 

E così tanti aretini, compreso il primo cittadino Alessandro Ghinelli, hanno visto sfumare il loro grande giorno. Gli addetti ai lavori però non demordono: "A novembre - conclude Falsetti - riproporremo la quarte edizione del nostro Wedding Showcase. Gli operatori potranno confrontarsi e portare nuove idee. Con l'obiettivo di superare l'impasse causato dall'emergenza sanitaria globale". 

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