Virus, politica e dirette. Scanzi a ruota libera: "Il video del 25 febbraio? Ho sbagliato e mi sono impegnato per rimediare"

Il giornalista protagonista dell'ultima puntata della trasmissione Prisma Fase 2 di ArezzoNotizie: "Non direi più certe cose, ma sono stato attaccato da chi mi odia a prescindere. I live Facebook e il mio ultimo libro sono nati dalla voglia di informare correttamente"

Andrea Scanzi

"Quel video mi ha spronato a fare meglio, così sono nate le dirette #ScanziLive e il mio ultimo libro, I cazzari del virus. E tra i cazzari mi ci metto anch'io". Andrea Scanzi ha passato la quarantena nella sua Arezzo, continuando a scrivere per il Fatto Quotidiano e andando in tv, anche se in collegamento. Stop, invece, per l'attività teatrale, con date già in programma che sono state annullate. Ma durante il lockdown ha avuto modo di dedicarsi con continuità all'attività social, che ha visto l'esplosione della sua pagina, da 500mila a 1,8 milioni di follower. A un certo punto le sue dirette sono diventate tra le più seguite d'Italia. Tutto è partito da un discusso video, risalente al 25 febbraio scorso: una diretta Facebook fatta dal parco del Prato, in cui  ironizzava sull'isteria collettiva degli assalti ai supermercati, senza però concedere il giusto peso ai possibili pericoli legati alla futura pandemia. L'intervista all'ospite della puntata di ieri di Prisma Fase 2, la trasmissione di approfondimento sugli scenari post Covid di Arezzonotizie, affronta anche questo argomento.

Il video integrale

I contenuti del video del 25 febbraio

"E' un video che è stato sbagliato per almeno metà del contenuto - spiega Scanzi - e che mi ha portato molti attacchi, però fatti da chi mi odiava anche prima. Diciamo che io ho dato loro i proiettili da spararmi addosso. Chi mi critica ma non legge il libro non può saperlo:  tra 'i cazzari del virus' mi ci metto anche io, l'ho scritto". A aggiunge: "Quel video mi ha spronato a fare meglio. Mi sono detto: sono andato lungo, non lo posso cancellarlo ma devo cercare di rimediare a quell'errore. Come? Sbattendomi molto, informandomi, impegnandomi sui social, facendo una diretta al giorno. E ha pagato, evidentemente questo lavoro è stato apprezzato: ho superato 100mila utenti contemporanei durante una diretta. Ho avuto grande seguito, quel video sbagliato mi ha permesso di cambiare direzione. Senza, non ci sarebbero state le dirette #ScanziLive, né il libro".

La confusione e i virologi

I primi giorni di consapevolezza della presenza del coronavirus in Italia sono stati particolarmente confusi. "Tanti hanno preso cantonate, virologi, esperti, politici, giornalisti. Penso al sindaco Giorgio Gori di Bergamo che a inizio marzo invitava a fare gli aperitivi, al segretario del Pd Zingaretti che continuava a fare come se il virus non esistesse. Quanti errori sono stati commessi, anche se in buona fede. A un certo punto mi sono chiesto: a chi devo dare retta? Ho iniziato a seguire gli esperti, ospiti dei talk tv, dalla Gruber, da Formigli, da Floris, dalla Berliguer. Ho iniziato ad ascoltare quelli che mi sembravano più efficaci: come Massimo Galli, preparato e competente, estremamente apocalittico, ma con cognizione di causa. Ho cercato di ascoltare quelli più tremendisti. Che tratteggiavano lo scenario peggiore. Galli ci ha sempre preso. E devo dire che, anche adesso, con gli assembramenti ho paura. Non è il tempo di esultare. Mascherina, distanziamento sociale e lavarsi le mani: sono queste le regole fondamentali. Mi dispiacerebbe ricadere in emergenza per colpa di qualcun altro. Mi incavolo molto, ad esempio, quando sono i politici a essere promotori degli assembramenti. E anche per questo è nato il libro".

Gli italiani in emergenza

Scanzi parla poi del comportamento di italiani e rappresentanti degli italiani, ovvero la classe poltica, durante l'emergenza. "Il libro ha un sottotitolo: 'diario della pandemia, tra eroi e chiacchieroni'. Ecco, gli eroi sono stati larga parte degli italiani e i chiacchieroni sono stati larga parte dei politici italiani'. I cittadini? Certo, secondo me i recenti festeggiamenti con assembramenti di Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia sono stati sbagliati, anche se sono stati più gravi gli episodi visti negli ottavi di Champions, a marzo, come quello di Liverpool. L'Uefa ha atteso troppo a fermare tutto. Si sapeva bene cosa stava succedendo in Italia. Giocare Valencia-Atalanta è stato una bomba. Poi però in Italia è stato chiuso tutto. Ecco perché mi arrabbio per eventi come quello del 2 giugno della destra a Roma in piazza, oppure quelli dei gilet arancioni. Ancora non erano stati neppure riaperti i confini tra regioni. Dalla politica sono rimasto molto deluso. Mi sono beccato insulti perché troppo filo-governativo e filo-contiano durante la Fase 1. Ma limitatamente alla Fase 1 dove ha sbagliato il presidente del Consiglio? A parte l'iniziale sottovalutazione, che però ha riguardato tutti, non imputo colpe al Governo. Ho visto invece il peggio della politica italiana. In Portogallo l'opposizione durante l'emergenza ha detto: in questa fase storica non c'è spazio per le nostre lotte nazionali, affiancando il Governo. Poi, usciti dall'emergenza, si torna a discutere. Salvini ha dato il peggio di sé, la Meloni idem. E' vero che Matteo Renzi non si è esposto a inizio pandemia, lì non ha sbagliato e gli faccio i complimenti. Ma poi ha trasformato ogni uscita in una lotta fratricida, interna al Governo. Anche dentro l'emergenza, Renzi e Salvini avrebbero voluto essere protagonisti, catturando l'attenzione mediatica. Ma non mi sembra che sia una stata strategia che abbia pagato, guardando i sondaggi. Conte ha dato una sensazione rassicurante".

Come si è comportata la politica?

Conte non avrebbe dovuto fare di più e meglio? "Certo. Non esiste, ad esempio, che la cassa in deroga non sia ancora arrivata. Ovvio la colpa non è solo del Governo, ma della burocrazia ereditata. Penso anche che l'esecutivo stia facendo una cosa ideologica come l'helicopter money, soldi a pioggia in ogni settore. Così sei molto democratico, ma probabilmente non riesci ad incidere in settori nevralgici, sostiene Confindustria. Penso però che questo sia un governo di centrosinistra e faccia cose che piacciono di più alla Cgil che non a Confindustria. Noi abbiamo un deficit pazzesco: non siamo la Germania e dobbiamo fare ancora più debito per risollevarci. I soldi messi in cantiere finora sono pari a 3-4 manovre: quindi moltissimo. In ogni caso, siamo di fronte a un'emergenza totale, ci è caduta addosso un meteorite. Se chiudi per tre mesi tutti i settori è chiaro che ne paghi le conseguenze. Per affrontare una crisi del genere ci vorrebbe una classe politica, maggioranza e opposizione, coesa e responsabile. Non l'opposizione che abbandona l'aula, come successo di recente. O che chiama il presidente del Consiglio 'criminale'. D'altro canto la maggioranza, non ci fosse stata l'emergenza, si sarebbe già sgretolata. Pd, Italia Viva, M5S: questo Governo è retto da forze che stanno assieme malvolentieri. Ci sono persone intelligenti, ma anche zuccone. Franceschini secondo me ha mire sulla presidenza del Consiglio. Conte è diventato troppo famoso e scatena gelosie. Anche alcuni tra i 5Stelle ritengono che Conte sia troppo famoso: penso a Barbara Lezzi, che segue Alessandro Di Battista, che demolisce Conte appena può".

Il ritorno degli spettacoli teatrali

"Spero di poter tornare a fare spettacoli dal vivo; dalla metà o alla fine di luglio. Non solo, anticipo che ho realizzato uno spettacolo teatrale con Il Fatto Quotidiano, che è stato registrato. E lo abbiamo fatto in provincia di Arezzo: a breve dirò di più. Questo è bello. Durante la pandemia - quando andavo in tv - mi collegavo da luoghi della cultura aretina, avrei voluto farlo dal teatro di via della Bicchieraia, ma non c'erano i permessi. L'abbiamo fatto dal cinema Eden, per dare un segnale. Altre volte non è stato possibile: ho fatto collegamenti da un bar in zona Dante, ho il ricordo clamoroso di me che intervisto Giuseppe Conte ad Accordi e Disaccordi. Quell'intervista l'ho fatta accanto a una macchina del caffè vedendo Conte in un monitor piccolissimo. Una situazione allucinante. Per quanto riguarda il settore culturale e degli spettacoli dal vivo, ho avuto la sensazione sgradevole che fosse dimenticato. Col distanziamento sociale imposto si poteva fare ben poco, tuttavia Conte poteva almeno citarlo nei suoi interventi. Invece niente. E adesso servono risorse per sostenerlo. Ma non per me, che faccio il giornalista e scrivo libri. Né per i big, come Vasco Rossi. Però ci sono migliaia di persone, che lavorano nel settore, che sono in mezzo a una strada".

Un rallentamento

"A livello personale questi tre mesi obbligatori in casa mi hanno permesso di rallentare, di gestire meglio i miei impegni social, di soffermarmi su quel che conta davvero. Il caso ha voluto che iniziassi una convivenza, perché quando il Dpcm di inizio marzo è arrivato, la mia fidanzata era a casa mia e non si è spostata per due mesi e mezzo. Ho corso sul tapis roulant, ho visto serie tv,  ho bevuto grandi vini, ho riscoperto il piacere di fare il pane in casa. Certo, ricorderemo il lockdown per i tanti lati oscuri, per me ne ha avuto anche qualcuno chiaro, a livello privato".

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