Discoteche, tra ingressi dimezzati e tavoli sulla pista: verso la riapertura. Ghezzi: "Così ripenseremo i locali"

Pur essendo stata emanata un'ordinanza che permette di riaprire le discoteche, il mondo della notte sta ancora lavorando per affrontare al meglio questa Fase 3. Ecco cosa accadrà nei locali aretini

Le casse torneranno a vibrare. Il popolo della notte tornerà a ballare. Le discoteche riapriranno le loro porte.  Ma, forse,  la musica potrebbe cambiare. L'impatto dell'emergenza sanitaria sul mondo dei locali da ballo è stato fortissimo e gli imprenditori stanno valutando bene come e quando ripartire. "Perché se il settore riuscirà a intravedere la chance offerta da questa ripresa, le discoteche potranno reinventarsi e ritrovare quel fascino che negli anni Novanta e Duemila aveva conquistato maree di giovani". E' questo l'auspicio che Tito Ghezzi, imprenditore che ha fatto ballare generazioni di aretini, esprime in attesa della riapertura del suo locale estivo. 

Dal 13 giugno una ordinanza della Regione permette a questi locali di tornare ad accogliere i giovani, "nessuno però in Toscana ha riaperto. Perché? Abbiamo preso tempo per assimilare le nuove normative e capire come fare per rispettare il protocollo di sicurezza sul distanziamento sociale. Inoltre volevamo vedere se effettivamente l'andamento dell'epidemia fosse positivo".  Adesso i tempi stanno maturando e la stagione estiva è pronta per decollare, ma con una serie di misure straordinarie: dagli ingressi in discoteca, all'organizzazione degli spazi, fino alle modalità di prenotazione e acquisto dei biglietti, le novità saranno davvero tante.

Cosa cambierà nelle discoteche aretine?

"I ragazzi dovranno arrivare con le mascherine. Nel nostro caso, all'ingresso, anche se non siamo tenuti a farlo, controlleremo la temperatura. All'interno le distanze da rispettare saranno di un metro nelle zone dei servizi e di due metri nella pista. Ma controllare la distanza in pista è impossibile, così lo spazio pista sarà ridotto e sarà occupato da tavoli".

Ci sono altre misure per evitare gli assembramenti?

"Si, dovremo ridurre il numero degli ingressi. Ad esempio, in una discoteca dove prima entravano mille persone, le capienze saranno abbattute a 500. Al Dolceverde, dove in situazioni di normalità si accolgono duemila persone, ne faremo entrare mille. Ovviamente stiamo parlando di locali all'aperto. I locali al chiuso non posso riaprire".

Cambia anche il rapporto con i clienti, sarà necessario prenotare?

"Si inviteremo i ragazzi a prenotare online, opzione utilizzata fino ad oggi solo dal 30 per cento di loro. Adesso dovranno farlo tutti: potranno prenotare e acquistare i biglietti online e chiederemo di lasciare nome e cognome per tenere un registro dei movimenti, almeno per 15 giorni. E' un modo per monitorare la situazione: speriamo che non succeda nulla, ma se qualcosa si verificasse, sarà più facile fare controlli". 

A quando la riapertura del Dolceverde?

"Stiamo lavorando per ripartire con queste modalità il prossimo 25 luglio. Intanto la prossima settimana ci sarà il primo evento della stagione all'Equestrian Centre. E' un'iniziativa di beneficenza e la serata avrà una modalità nuova, con ristorazione e successiva parte artistica".

Dopo l'emergenza sanitaria, ci sarà un nuovo approccio da parte di ragazzi e imprenditori verso le discoteche?

"Questa ripartenza può essere interpretata come una nuova chance. Il settore negli ultimi anni ha avuto un calo, vuoi per la crisi demografica vuoi perché le alternative per i giovani oggi sono molte. Questo momento storico può essere colto per ripensare il nostro modo di lavorare, rimodulare l'offerta e reinventarsi. Ci aspetta una sfida importante".

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