Anselmi e Fumagalli: "Chi guiderà Arezzo investa risorse nelle imprese giovanili e innovative"

I nuovi vicepresidenti nazionali dei Giovani di Confindustria a tutto tondo sul nuovo ruolo e le loro deleghe, con uno sguardo concreto su Arezzo che a metà settembre andrà alle elezioni per rinnovare la carica di sindaco

Francesco Fumagalli ed Eleonora Anselmi

Giovani imprenditori, con la voglia di fare, l'ottimismo che li contraddistingue, ma consapevoli del momento difficile e molto particolare da vivere. Così Eleonora Anselmi e Francesco Fumagalli si stanno approcciando al nuovo ruolo che hanno da venerdì scorso. Due aretini ai vertici dei Giovani Imprenditori di Confindustria nazionale. Sono entrambi vicepresidenti dell'associazione e così Arezzo e la Toscana del Sud vantano anche questo primato.

Grande impegno e grande responsabilità per loro con deleghe delicate, quella alla comunicazione per Fumagalli, quella alla formazione e della sostenibilità per Anselmi.

"Siamo in un momento in cui la comunicazione, così fondamentale per noi, si sta per forza di cose trasformando adattandosi al periodo in cui prevale la distanza fisica tra le persone. Ci siamo resi conto che non è sempre facile comunicare e far capire all'esterno quanto viene messo in pratica dall'associazione e per questo mi impegnerò - ha spiegato Fumagalli -. Adesso dovrò ricevere il passaggio delle consegne e sono già in contatto per questo con chi mi ha preceduto che ha ben lavorato in questi mesi."

Sfidanti anche le tematiche di cui si dovrà occupare da vicino Anselmi. "Si tratta di formazione all'interno dell'associazione, per i giovani che iniziano a fare industria, ma anche dei rapporti con le università e con il sistema degli Its, Istituti Tecnici Superiori per la formazione post diploma di alte figure tecniche. Lavoreremo per cercare di allineare sempre di più le professionalità richieste dalle imprese con i percorsi di studio dei ragazzi. Poi l'aspetto della sostenibilità, nel campo ambientale, come in quello del lavoro che, abbiamo visto, è stato messo a dura prova."

Certo è anche il ruolo sociale che hanno rivestito gli imprenditori in questa fase, basti pensare a coloro che hanno avuto la forza di anticipare la cassa integrazione ai loro dipendenti:

"Proprio poche ore fa ai nostri collaboratori è arrivata la cassa integrazione di aprile e siamo al 29 giugno, è un grosso ritardo, considerando che comunque nella busta paga c'è sempre una trattenuta per far fronte a questi casi - racconta Fumagalli dall'esperienza diretta nell'azienda di famiglia le Grafiche Badiali - Noi accedendo al prestito aziendale li abbiamo sostenuti in base alle loro effettive richieste, visto che avevano esaurito il pacchetto ferie. Abbiamo registrato un drastico calo delle commesse soprattutto nel mese di aprile, speriamo di aver superato quei brutti momenti."

"Nella fase 1 le aziende sono state trattate come primo punto si aggregazione, ci siamo presi questa responsabilità e questo carico, nonostante non ci sia stata chiarezza" spiega Anselmi della Chimera Gold. Ricevavamo disposizioni dal locale, dal regionale e dal nazionale e non sempre collimavano, c'è stata grande confusione. Adesso cerchiamo di programmare il nostro futuro, alle amministrazioni ai vari livelli, chiediamo sicuramente chiarezza e pianificazione. Le risorse da investire ci sono, importanti quelle che arrivano dall'asse europeo, ma servono piani di sviluppo perché queste non vengano sprecate."

L'Irpet ha fotografato una situazione nel campo del lavoro giovanile davvero drammatica, disoccupazione, ma soprattutto inattività.

"E' una delle preoccupazioni nella mente di tutti gli imprenditori - conferma Fumagalli - è giusto che l'Europa metta in campo risorse ingenti, ma se non viene fatta una corretta progettualità, la contrazione nel mercato del lavoro sarà la prima conseguenza. Se le commesse non sostengono il numero dei collaboratori nelle imprese ci sarà la necessità di tagliare e questo avrà un costo sociale inimmaginabile."

"Credo che nei giovani ci sia una grande voglia di ripartire e di mettere a sistema le innovazioni e le riconversioni che ci sono state durante il Covid. Ad oggi i dati dell'occupazione giovanile ci preoccupano perché aumenta il tasso di inattività cioè di coloro che hanno terminato gli studi e non cercano lavoro e non continuano la loro formazione, sono evidentemente scoraggiati. Per questo credo che il lavoro dei giovani sia la prima misura sociale da mettere in campo attraverso la costruzione di competenze."

Arezzo va alle elezioni, qual è la priorità di cui si dovrà occupare il prossimo governo della città?

"Anche se si raggiungono ruoli nazionali è sempre giusto guardare in casa propria, sto seguendo e posso dire intanto che è stato messo un bel punto esclamativo nel turismo con varie attività, come la Città del Natale, che hanno attirato tante persone - commenta Fumagalli - Bene, che ci sia continuità, ci vuole però anche una politica filo industriale. Chi governerà il territorio deve permettere uno sviluppo e una proliferazione dell'impresa. Siamo una realtà ad alto valore aggiunto manufatturiero, per l'oro, le tecnologie e la moda su tutti. Auspico una giunta che metta a disposizione risorse per le imprese giovanili e ad alto valore aggiunto tecnologico di cui c'è bisogno. I giovani vanno stimolati in un percorso imprenditoriale."

"Credo anche io che ci sia bisogno di investire in digitalizzazione, in infrastrutture e nel capitale umano, per una città che è pronta al domani e che non guarda solo al proprio ombelico" ha aggiunto Eleonora Anselmi.

Quale messaggio mandare ai giovani?

"Ai giovani dico che devono avere voglia di fare, capisco adesso che vivano il problema della scuola a singhiozzo senza molta progettualità, ma devono avere fiducia che la barra dovrà essere raddrizzata, non devono abbandonare il percorso di studi - spiega Fumagalli - Poi dico loro di avere coraggio, se il desiderio è fare l'operaio, il tecnico o l'imprenditore, che lo facciano nel modo migliore."

"I giovani devono avere la consapevolezza di se stessi e del territorio dove vivono - ha detto in chiusura Eleonora Anselmi - I giovani li incoraggio a prendere coscienza dell'identità del proprio territorio, smettere di ragionare da periferia e capire che questa piccola città crea eccellenze che sono famose in tutto il mondo, serve un cambio di passo. Siamo fortunati a vivere in questo bellissimo Paese e in questa città, nonostante non sia facile fare impresa in Italia."

In Evidenza

I più letti della settimana

  • "Gli aretini? Leggono tanto e non solo in quarantena". La storia di Gabriele il libraio di via Garibaldi

  • "Cultura per curare Arezzo affinché non sia più una Cenerentola". Così riparte il Passioni Festival

  • Dal monitoraggio del lockdown al ritorno sui set cinematografici, la scommessa di Drone Arezzo

  • Busatti anticipa il Tfr ai dipendenti

  • Laghi e fiumi: lo stato di salute delle acque interne

  • Visite e turismo individuale per la ripresa. L'appello delle Guide: "Aretini riscoprite la vostra città"

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento