Tra palco ed emergenza Covid. Il futuro di Mare di Mezzo, la chitarra venuta dal Mediterraneo

L'esordio del brano dedicato alla chitarra realizzata con le assi delle imbarcazioni usate dai migranti è avvenuto lo scorso 13 marzo. Adesso la band aretina Casa del Vento pensa al futuro

Da sinistra: Luca Lanzi e Francesco Moneti

Prima era "solo" una chitarra, poi è diventato un vero e proprio progetto artistico e alla fine ecco che, Mare di Mezzo, ha trovato una voce propria con una canzone (e un video) tutta sua. Un percorso in fermento quello che vede come protagonista la creazione di Giulio Carlo Vecchini, il luitaio cortonese che ha messo insieme delle assi provenienti da imbarcazioni sulle quali centinaia di migranti hanno percorso un viaggio terribile attraverso il Mediterraneo. Ma il futuro di Mare di Mezzo è tutto ancora da scrivere perché, se già molti la conoscono, l'apprezzano e ne condividono il valore simbolico e umano, il suo percorso è ancora tutto da scrivere.

In concomintanza con l'avvio del lockdown, esattamente quattro giorni dopo il primo annuncio del premier Giuseppe Conte, il brano "Mare di Mezzo", che porta la firma della Casa del Vento ha fatto il suo esordio online accompagnato da una clip video toccante quanto delicata. "Il caso ha voluto che l'uscita del brano, per adesso reperibile solo in formato digitale, avvenisse proprio con l'inizio dell'emergenza sanitaria - spiegano i musicisti Luca Lanzi e Francesco Moneti, tra gli ideatori ed esecutori del progetto - per noi si è trattato di un traguardo che abbiamo raggiunto dopo un lungo percorso artistico e personale. Il desiderio di dare una voce alla chitarra creata da Giulio Vecchini è arrivato la scorsa estate. Abbiamo assistito a scene terribili. Ecco è stato proprio in quel momento che abbiamo capito che volevamo fare qualcosa per far capire l'importanza di tendere una mano verso chi ne ha più bisogno per lasciare un'eredità anche ai nostri figli".

Così ha preso sempre più spazio l'idea di una canzone che fermasse nel tempo quei momenti. Il brano, come detto, è stato composto dalla Casa del Vento e i proventi ricavati dalla sua vendita andranno in favore di Mediterranea, ong che si occupa del salvataggio di esseri umani in mare. "Il progetto è tutto fortemente legato ad Arezzo - spiegano ancora - oltre a noi ci sono Emanuele Mura che si è occupato di realizzare il video, ci sono Abdou Diouf e Sokhna Diouf, entrambi senegalesi di nascita ma aretini d'adozione, poi c'è Luca Faenzi responsabile della comunicazione per Mediterranea".

Al momento il brano non fa parte di alcun album anche se "abbiamo un discreto numero di pezzi già pronti per essere incisi - spiega Luca Lanzi - credo che prossimamente, lo stiamo valutando proprio adesso, ci metteremo a lavorare per creare un disco dove venga inserita non solo Mare di Mezzo ma tanti altri brani. Vedremo come organizzare il tutto perché, è facile intuire, l'emergenza Covid-19 ha cambiato non poco il mondo della musica e delle produzioni discografiche". 

Come immaginate la fase 3 o comunque la ripresa di concerti ed eventi?

"Difficile dirlo - spiegano - sicuramente gli ingaggi saranno meno remunerativi, gli spostamenti dovranno avvenire con più veicoli e verranno indicate nuove modalità per tenere concerti dal vivo. Inoltre, anche le case discografiche più grandi e più legate ai propri artisti difficilmente riusciranno ad investire cifre del passato. Stiamo dunque pensando di muoverci creando un crowfounding chiedendo supporto proprio a chi ci segue. Ma staremo a vedere. Sicuramente questa pandemia ha modificato profondamente non solo il nostro lavoro ma la nostra vita, il modo di guardare all'altro. In un certo senso crediamo che abbia alzato il livello di empatia verso l'altro e il bisogno di protezione reciproca. Per questo siamo convinti che sia necessario continuare a parlare di temi quali gli sbarchi e della necessità di adoperarci per continuare a salvare vite umane dando una possibilità a chi affronta viaggi, come quelli dei migranti che sfidano il mare, per costruirsi un futuro. Crediamo che questo progetto abbia toccato molte persone che non hanno dimostrato indifferenza. Vediamo cosa riserva il futuro. Noi due siamo pronti ad andare nuovamente in giro per l'Italia insieme a raccontare la sua storia e molte altre ancora". 

In questo viaggio, anche tanti artisti, giornalisti e scrittori quali Simone Cristicchi, Cecilia Strada, Patti Smith, Modena City Ramblers, Pif, Bandabardò, Simona Cavallari, Eugenio Finardi, Ascanio Celestini, Alessandro Benvenuti, Bobo Rondelli, Cisco, Carlos Santana, Noa,  Marc Ribot, Luca Barbarossa,  Punkreas, Vinicio Capossela, Bob Geldof, The Cyborgs, Verdena, Motta, Dubioza Kolektiv, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Baustelle, Fausto Mesolella (Avion Travel), Dj Avicii, Shanazad Ismaily, Matti delle Giuncaie, Andrea Gozzi, Calcutta, Max Casacci (Subsonica), Cesare Petricich (Negrita), 88 Folli, Brunori Sas, Paolo Fresu, Orchestra Multietnica di Arezzo, Enrico Rava, Andrea Appino, Franz Ferdinand, Bugo, lo scrittore Carlo Lucarelli, Maurizio Landini (Segretario Generale CGIL) e i giornalisti Concita De Gregorio, Sandro Ruotolo, Massimo Gramellini, Maso Notarianni e Saverio Tommasi.

La canzone, registrata da Andrea Rovacchi al Sonic Temple Studio di Parma, oltre alla Casa Del Vento vede la partecipazione di Simone Copellini alla tromba e piccolo,  Valentino Spaggiari al trombone  e Alberto Orlandi al corno francese. Contemporaneamente all’uscita della canzone, presente da venerdì 13 marzo su tutte le piattaforme digitali, verrà consegnato alla rete anche il videoclip girato nelle spiagge di Follonica.

L'intervista integrale a Luca Lanzi e Francesco Moneti

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