Ansia e insonnia, è boom psicoterapia. L'esperto: "ll lockdown ha cambiato la nostra mente"

Il dottor Giampiero Cesari, ospite di Prisma Fase 2, racconta dell'aumento di richieste di aiuto a partire dallo scorso maggio: "Occorrono servizi mirati in sanità, per evitare le conseguenze nefaste della depressione"

Giampiero Cesari, psicoterapeuta

"Il lockdown ha trasformato le nostre abitudini, tuttora ne viviamo le conseguenze: depressione, stati ansiosi, insonnia". Giampiero Cesari, psichiatra e psicoterapeuta, già direttore del dipartimento di Salute mentale di Arezzo della Asl, è stato l'ospite della puntata di ieri di Prisma Fase 2, la trasmissione di approfondimento degli scenari post Covid di Arezzonotizie in diretta facebook sulla fanpage del nostro quotidiano: "Purtroppo - spiega - con la riapertura dello studio, dallo scorso maggio, ho molte più richieste. E dico purtroppo perché non è un segnale positivo, c'è evidentemente più malessere".

VIDEO | L'intervista integrale

Depressione, ansia, insonnia

"Depressione e ansia sono sintomi molto comuni, che poi costituiscono patologie più definite e determinano sofferenza. E vanno contrastate. L'insonna è determinata dalle abitudini maturate durante il lockdown, quando magari si andava a letto tardi e poi si compensava, dormendo più liberamente la mattina. Con il ritorno al ritmo lavorativo, si dorme di meno. Il sonno è la più importante difesa naturale contro lo stress, quindi con l'insonnia si accumula".

Cesari si sofferma poi a parlare di alcune delle categorie che hanno sofferto maggiormente il periodo di lockdown, come le donne, a cui  frequentemente la società addossa ingiustamente la maggior parte degli obblighi di cura della casa e della famiglia. O come i giovani, magari precari, a cui durante la pandemia non è stato rinnovato il contratto. "A rischio anche tutti gli stagionali, chi lavora in agriturismi, campeggi. E anche chi lavora nello spettacolo, per cui ci sono anche adesso grandi incertezze".

?? LIVE DOTTOR GIAMPIERO CESARI ?? Intervista allo psicoterapeuta sulle conseguenze psicologiche del lockdown per Prisma Fase 2: patologie e rimedi

Pubblicato da arezzonotizie.it su Venerdì 17 luglio 2020

L'importanza della respirazione

Un focus spcifico, Cesari, lo dedica all'ansia: "E' un sentimento comune, molto diffuso, che è una risposta fisiologica a un pericolo vero o immaginario. E' un retaggio evolutivo, segnala che c'è un pericolo: scattava ad esempio in presenza di animali feroci per i nostri antenati preistorici. Ma noi, il più delle volte, dobbiamo difenderci dal nostro cervello, perché un pericolo concreto e imminente per la nostra incolumità, in realtà, non c'è. Ci sono delle tecniche di respirazione e di rilassamento muscolare che hanno enormi benefici e che contrastano gli stati ansiosi. Sono strumenti utili che evitano l'uso di farmaci, ci sono studi scientifici a supporto: hanno un'estrema efficacia e non hanno effetti collaterali. Ovviamente i farmaci vanno usati, se necessario. Nessuno obbliga a prendere i farmaci se non ci sono rischi gravi, ma a volte occorre assumerli". Cesari poi fa una riflessione: "Non siamo abituati a guardarci dentro in maniera critica e - secondo il nostro punto di vista - i disturbati sono sempre gli altri. Prevenire alcuni disturbi da soli? Su internet, all'interno di siti seri, come ad esempio quello dell'Oms,  ci sono indicazioni di self-help. In ogni caso, prima di andare dallo psicologo, è bene passare dal medico di base per un consulto. Un giorno arriveremo allo psicologo di base, speriamo".

Pandemia come evento dramma condiviso

Cosa resterà del lockdown, a livello psicologico? "La morte e la malattia sono esperienze individuali, con la pandemia abbiamo una grande esperienza negativa collettiva, anche di malattia e di morte, da affrontare. A volte si richiama la guerra, anche se i problemi sono diversi. Però è importante condividere questo dramma. Come ne usciremo? Chi tenderà a farsi domande ed è più aperto ne uscirà migliore, chi tenderà a chiudersi in se stesso ne uscirà peggio di prima. Riflettere su quello che è avvenuto e che sta avvenendo è la grande possibilità che abbiamo, come singoli e come collettività. Possiamo trarne insegamenti: ad esempio, è ora di creare servizi comunitari, diffusi e ed efficaci, non solo servizi ospedalieri".

Alcol e suicidi

Cesari affronta anche il tema delle dipendenze "certamente aumentate dal periodo di lockdown". Secondo il dottore "c'è stato infatti un aumento del consumo di alcol e di sostanze stupefacenti. Peraltro l'abuso di alcol è un fattore estremamente negativo perché c'è correlazione con l'aumento di violenza nei confronti delle donne".

Capitolo suicidi. "Non trovo correlazione tra malesseri connessi alla pandemia e aumento di syicidi. Ma ci può essere un rischio nel prossimo futuro, legato alla portata della crisi economica. Ho studiato l'aumento di suicidi dopo la crisi del 2008: i paesi del Sud dell'Europa intervennero depotenziando i servizi sanitari, nei paesi scandivi invece si incrementarono, in particolare quelli di salute mentale. Ecco, in Italia i suicidi aumentarono, in Grecia, addirittura, in maniera terribile. Si spera che, rispetto al 2008, tra finanziamenti europei e deficit arrivino soldi in maniera adeguata per rispondere alla crisi".

Non accontentarsi, ma valorizzare quel che si ha

Infine Cesari si concede alcune riflessioni, ad esempio: "I giovani e la movida? Hanno ricevuto comunicazioni contraddittorie in merito e non si possono biasimare. Occorre maggiore chiarezza. Le vacanze? Sono utili perché la mente si impegna in progetti fattibili. Magari in Italia, in posti non molto affollati. Anche nei dintorni di Arezzo. Così si può spendere il bonus". Da cosa ripartire? "Il lockdown ci ha insegnato che se una persona ha curiosità e mente aperta trova soddisfazione nell'ambito in cui si trova, magari stretto, come durante il lockdown. Non è un accontentarsi, ma valorizzare appieno le proprie possibilità. Dobbiamo tenere conto di quello che abbiamo e cercare di sfruttarne le potenzialità. Adesso si sta riaprendo tutto, ma bisogna convivere col virus e occorre prendersi delle responsabilità. Qualcuno, addirittura era più tranquillo quando tutto era chiuso. Con le opportune prudenze, vanno riprese le attività. Magari ricordandosi di valorizzare appieno quello che si sta facendo, aumentando via via la platea delle possibilità".

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