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Impianto di compostaggio al Chiaveretto, Legambiente: "Siamo preoccupati"

La nota: "La condizione di area ad elevata naturalità finora preservata viene minacciata dal progetto"

Continua a far discutere la possibile nascita di un impianto di compostaggio in località la Contea, al Chiaveretto, nel comune di Anghiari. A sollevare la questione era stato un comitato di residenti, a cui la proprietà aveva risposto dando rassicurazioni. Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota di Legambiente Arezzo.

La nota di Legambiente Arezzo

Chiudere il ciclo dei rifiuti è estremamente necessario.  Legambiente sostiene da sempre progetti locali capaci di valorizzare i rifiuti come risorse, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Oltre un terzo dei nostri rifiuti è composto da materiale organico biodegradabile, una frazione che deve essere intercettata e riutilizzata come compost possibilmente di qualità, per ridurre le quantità conferite in discarica e per produrre ammendante per i terreni. Legambiente ritiene tuttavia che questo debba e possa essere fatto attraverso scelte di localizzazione e soluzioni impiantistiche che tengano conto di tutti gli impatti, per garantire un servizio utile alla comunità e all’ambiente.

Per questo esprimiamo forte preoccupazione per la notizia, diffusa nei giorni scorsi, di un progetto di impianto di compostaggio che ha come proponente un soggetto privato. L’impianto dovrebbe essere localizzato a Contea, ultimo lembo del Comune di Anghiari che guarda Campriano, valle del torrente Chiassaccia, territorio  ricco di boschi e testimonianze storiche come la via Tarlatesca e i resti  del Castello di Pietramala. Il progetto è stato approvato dalla Giunta Regionale a seguito della Conferenza dei Servizi del 27 gennaio 2021 svolta nell'ambito del Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale che comprende anche la pronuncia positiva di compatibilità ambientale alla realizzazione dell'impianto, nel rispetto di varie prescrizioni.

L’iter è già concluso, ma Legambiente sottolinea alcune criticità di forte impatto ambientale che preoccupano i residenti e minano gli equilibri naturali ed ecosistemici del territorio in oggetto e invita a riflettere sulle conseguenze di un impianto di grandi dimensioni in un’area naturale che andrebbe invece preservata. Riteniamo pertanto che l’ubicazione non sia idonea per le seguenti motivazioni

l’area è caratterizzata da elevata naturalità e presenta due corsi d’acqua, un fosso e un torrente, la Chiassaccia, affluente del torrente Chiassa. Durante eventi meteorologici importanti il dilavamento potrebbe causare contaminazione da sostanza organica nei corsi d’acqua. Questo tipo di inquinamento provoca un elevato consumo dell’ossigeno disciolto nell’acqua e di conseguenza morie di pesci e di altri organismi acquatici.

La condizione di area ad elevata naturalità finora preservata viene minacciata dal progetto che prevede una consistente opera di impermeabilizzazione e cementificazione del suolo. Il suolo è un bene prezioso e non rinnovabile, che va difeso e salvaguardato. Altri luoghi già costruiti e dotati delle necessarie infrastrutture potrebbero essere certamente più idonei.

Il progetto prevede necessariamente un impatto gravissimo sul piano dell’incremento del traffico e della viabilità di mezzi pesanti. Per costruire l’impianto, quindi nella fase di cantierizzazione e per il conferimento delle varie frazioni da compostare, sarà necessario l’utilizzo di mezzi pesanti, che avranno bisogno di una viabilità rafforzata proprio lungo fiume, in un tratto dove ora esiste una strada bianca con carreggiata molto ridotta.

L’aumento della circolazione stradale influirà sul piano dell’inquinamento atmosferico e soprattutto dell’inquinamento da rumore. Da zona scarsamente frequentata da veicoli stradali, quest’area diventerà quotidianamente percorsa da mezzi pesanti, sia nella fase di cantiere che nell’ attività dell’impianto a regime.

In conclusione, bene progetti innovativi per la riduzione del problema dei rifiuti e per il recupero di sostanza organica. Ma riteniamo sbagliata QUESTA scelta di localizzazione in un ambito territoriale non compatibile con attività industriali e produttive, caratterizzato da significativi valori di biodiversità e di naturalità. 

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