"Via Giulio Regeni" ad Arezzo. L'appello ai candidati consiglieri comunali

Lettera aperta di Giuseppe Giorgi per Arezzodemocratica, con la richiesta dell'intitolazione di un luogo pubblico al giovane torturato e ucciso in Egitto oltre 4 anni fa

Foto Ansa

Lettera aperta di Giuseppe Giorgi per Arezzodemocratica ai candidati al consiglio comunale di Arezzo. Il motivo? La richiesta dell'intitolazione di una via ad Arezzo per Giulio Regeni.

"E’ un’idea, un riconoscimento civile, un gesto semplice. Nasce dalla mia esperienza - scrive Giorgi - e dalla mia formazione. La ormai lunga esperienza nella frontiera democratica della comunità, Arezzo la città a cui voglio bene e in quella casa speciale, formativa, le Acli, che mi hanno insegnato la passione civile. L’associazionismo, quello di base, fatto di pratica e studio, approfondimento e territorio, quella esperienza straordinaria mi ha insegnato a leggere i segni dei tempi e a riconoscere la parte giusta, quella della verità, ad esempio, sulla morte di un giovane ricercatore italiano nella terra delle Piramidi. Giulio Regeni aveva vinto per ben due volte nel 2012 e 2013 il Premio internazionale “Europa e giovani”, in Egitto per l’Università Americana del Cairo prima di essere rapito, torturato, ucciso, stava svolgendo studi di ricerca sul Sindacato Indipendente egiziano.

L’associazionismo, il sindacato, le forme associative basilari per la democrazia, per il movimento della società civile, da costruire nel paese del dittatore Generale Al Sisi.

Più di 4 anni sono passati dalla scomparsa e assassinio e ancora oggi non c’è verità per Giulio Regeni.

Arezzo ha l’occasione di fare memoria con un riconoscimento civile, Arezzo democratica può perorare un gesto semplice: via Giulio Regeni.

Con questa lettera aperta a tutti i candidati per Palazzo dei Priori chiedo un impegno concreto per realizzare e inaugurare ad Arezzo, alla presenza della sua famiglia, nella prossima consiliatura, via Giulio Regeni.

Memoria e passione civile fanno grande una comunità".

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