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Giovanni Maria Ciocchi del Monte, il pontefice con natali savinesi

Il pontefice considerato a tutti gli effetti un savinese, sfuggì alla morte durante il Sacco di Roma. Il primo a proibire il 'battesimo coatto' ai bambini ebrei e a dire sì ai matrimoni misti

Con il senno di poi scorrendo le decisioni in ambito liturgico e quelle nei confronti della comunità ebraica Papa Giulio III doveva sembrare ai suoi contemporanei una sorta di rivoluzionario, un progressista per certi versi. Un pontefice aretino quello che salì al Soglio di Pietro nel febbraio del 1550, o per meglio dire savinese. Giulio III, al secolo Giovanni Maria Ciocchi del Monte, era discendete di una famiglia fiorentina residente fin dal '300 a Monte San Savino. Una delle più importanti famiglie dell'intera Valdichiana. Il padre era un famoso giurista. Giovanni Maria nacque il 10 settembre 1487. Alcuni riportano come luogo di nascita Roma, altri Monte San Savino, sta di fatto che nonostante l'educazione impartitagli dallo zio carinale in un oratorio presso il Laterano, Giovanni Maria rimase molto legato alla Toscana. A Siena, e poi Perugia, studio giurisprudenza, ad Arezzo invece fu nominato canonico della catedrale.

Nel 1504 papa Giulio II lo nominò suo cancelliere, preludio alla nomina a cardinale dello zio. La carriera ecclesiastica lo vide succedere proprio allo zio come arcivescovo in Puglia, quindi seguì la diocesi di Pavia e nel 1523 tornò a Roma. Era al servizio del Papa quando spagnoli e lanzichenecchi dettero vita al 'Sacco di Roma'. Giovanni Maria fu addirittura consegnato come ostaggio insieme ad altri prelati da Papa Clemente VII alle armate dell'imperatore. Solo grazie all'intervento del cardinale Pompeo Colonna riuscì a scampare al massacro a Campo de' Fiori.

Creato cardinale nel 1536 da Paolo III curò la preparazione del Concilio di Trento. Il 7 febbraio 1550 diventa Papa e sceglie il nome di Giulio III in onore del pontefice che lo nominò cancelliere.

Il pontificato di Giulio III

La riapertura del Concilio di Trento, l'apertura della Porta Santa per il decimo Giubileo sono solo alcune delle decisioni di Giulio III entrate nella storia. In ambito liturgico regolamentò i matrimoni misti in cui uno dei due coniugi è di fede cattolica. Venne inoltre stabilito che i figli dovessero seguire la confessione del padre. Furono per certi versi nuovi anche i rapporti con la comunità ebraica. Venne proibito il battesimo forzato per i bambini ebrei senza il consenso dei genitori e tra l'altro, a causa delle sue precarie condizioni di salute, Giulio III ebbbe sempre bisogno dell'assistenza di un medico che venne individuato in Teodoro dei Sacerdoti, un dottore discendete da una famiglia ebrea.

Chiamò per lavorare a Roma il Vasari, ma soprattutto nominò Michelangelo Buonarroti capo degli architetti della fabbrica di San Pietro, inoltre potenziò l'Università La Sapienza di Roma.

Da tempo sofferente di Gotta si pense all'età di 67 anni nel marzo del 1555, è sepolto nella basilica di San Pietro all'interno delle Grotte Vaticane.ì

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