Chi è l'illustre personaggio della statua di piazza San Francesco? L'aretino che bonificò la Valdichiana

Ingegnere idraulico, economista e politico, ma anche matematico, cartografo, statista, diplomatico e intellettuale. I campi in cui l'uomo, nato il 15 settembre 1754 nella dimora di famiglia di piazza San Domenico, si distinse nel corso della sua lunga vita non si contano

“Basterebbe Arezzo a fare la gloria d’Italia” diceva il poeta Giosuè Carducci, scorrendo gli uomini illustri nati nel territorio aretino nei secoli. Se dovessimo fare una classifica di merito di tutti quei nomi, Vittorio Fossombroni si collocherebbe di sicuro ai primi posti.

Ingegnere idraulico, economista e politico, ma anche matematico, cartografo, statista, diplomatico e intellettuale. I campi in cui il personaggio, nato il 15 settembre 1754 nella dimora di famiglia di piazza San Domenico, si distinse nel corso della sua lunga vita non si contano. 

Egli apparteneva a una delle famiglie più blasonate e ricche della città, originaria di Fossombrone nelle Marche, giunta ad Arezzo nel XV secolo. Studiò a Pisa, laureandosi in giurisprudenza civile e canonica nel 1778, ma a lui interessava altro, in particolare le scienze come l’economia politica, la fisica, la matematica e l’idraulica, che coltivò con passione e risultati.

Le sue qualità furono notate dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1782 lo nominò visitatore generale dei beni dell’Ordine di Santo Stefano in Val di Chiana. Nel 1785, in ricompensa ai servigi, fu investito con il titolo di cavaliere dello stesso ordine.

Dopo aver letto un manoscritto che affrontava un problema di capitale importanza per Arezzo, quello del completamento della bonifica della Val di Chiana avviato già da secoli, nel 1788 il sovrano gli affidò l’incarico di direttore delle “colmate”. Nel 1789 quel manoscritto divenne il volume “Memorie idraulico-storiche sulla Val di Chiana”, la sua pubblicazione più celebre.  

Il successore al trono di Toscana, Ferdinando III di Lorena, lo nominò nel 1794 soprintendente generale al dipartimento delle acque della Val di Chiana, carica che mantenne per 33 anni. Dal 1796 fu anche ministro degli affari esteri in un momento delicato del granducato, che cercava di mantenere la sua neutralità e indipendenza ma era ormai in balia delle potenze europee. 

Le sue doti diplomatiche e di statista emersero anche dopo l’occupazione francese del 1799.

Durante la breve esperienza del Regno d’Etruria, voluto da Napoleone dal 1801 al 1807, divenne consigliere onorario di stato e di finanze. Con l’annessione della monarchia fantoccio all’impero, Bonaparte investì Fossombroni dei titoli di conte e senatore a Parigi in rappresentanza dei tre dipartimenti in cui egli aveva diviso la Toscana nel 1808. Con la restaurazione del 1814 e il ritorno di Ferdinando III fu nominato segretario di stato, ministro degli affari esteri e soprintendente alla segreteria di stato, finanze e guerra. Il successore, Leopoldo II di Lorena, confermò le cariche e lo tenne in grande considerazione fin dal suo insediamento nel 1824. 

L’aretino visse 90 anni e durante la sua carriera vide il mondo intorno a sé mutare vertiginosamente. Lui rimase sempre al suo posto, a preservare l’identità della sua patria nonostante i cambiamenti epocali che la circondavano. Anche nel campo dell’ingegneria idraulica era conosciuto e apprezzato in tutta Europa e fu chiamato ovunque a studiare soluzioni per le aree impaludate e insane, ma il suo pensiero per il completamento della bonifica della Val di Chiana per colmate rimase sempre al primo posto. Grazie a lui la vallata tornò a essere nella sua interezza la terra fertilissima per cui era stata celebre nell’antichità.

Nel 1832, ormai anziano, sposò ad Arezzo la vedova Vittoria Bonci che aveva già un figlio, Francesco Falciai, al quale Fossombroni trasmise cognome e titolo nobiliare prima di morire, il 13 aprile 1844. Come tutti i grandi personaggi toscani fu sepolto in Santa Croce a Firenze, dove un monumento realizzato con i soldi pubblici dal grande Lorenzo Bartolini ancora oggi lo ricorda. 

Per molto tempo si parlò di erigere una statua a imperitura memoria anche nella città natale, ma per cronica mancanza di fondi nelle casse comunali non se ne fece nulla fino al 1863, quando il figliastro si offrì di finanziare la realizzazione del monumento. Per la collocazione fu individuata la parte terminale del sagrato della basilica di San Francesco. L’opera venne commissionata allo stimato scultore fiorentino Pasquale Romanelli, uno dei migliori allievi di Lorenzo Bartolini, dal quale ereditò anche l’atelier di borgo San Frediano a Firenze. Ancora oggi la bottega è di proprietà della famiglia Romanelli, che si è tramandata di generazione in generazione la passione per l’arte scultorea. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

L’opera in marmo è ben riuscita, con Vittorio Fossombroni raffigurato in vecchiaia, in veste senatoriale, che stringe con la mano destra i suoi carteggi. La sinistra poggia sulla testa di un leone ammansito, che a sua volta ha la zampa destra sopra una sfera: un’allegoria del potere. In suo onore fu coniata a Firenze una medaglia, dove venne inciso che fu “artefice delle pubbliche prosperità” della Toscana, per la quale cercò di garantire sempre la pace e lo sviluppo economico, agricolo e culturale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • E' ballottaggio. Sondaggi, conferme e rimonte: la cronaca della giornata

  • Regionali, euforia nel centrosinistra. Giani: "Dedico la vittoria a mia moglie". Exit Poll Tg1: Ghinelli tra il 46,5 e il 50,5%

  • Referendum, regionali e amministrative: ecco come si vota

  • Regionali: Giani è governatore, Ceccardi conquista l'Aretino, Pd il partito più votato. Tutte le preferenze

  • Regionali 2020: tutti i nomi dei candidati al consiglio toscano. 102 aretini in corsa

  • Elezioni regionali 2020: i risultati di Arezzo. Susanna Ceccardi la più votata del comune

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ArezzoNotizie è in caricamento