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La Minerva di Arezzo

La storia di uno dei più importanti ritrovamenti archeologici nella storia di Arezzo che condivide parte di quella della Chimera

Era il 1541. Ad Arezzo, in Piaggia di San Lorenzo, erano in corso alcuni lavori per la realizzazione di un pozzo nei pressi della chiesa di San Lorenzo. Un edificio tra i più antichi tra quelli visibili ancora oggi dato che la chiesa è stata costruita su quele che una volta erano abitazioni romane. Gli aretini stavano procedendo con il loro intervento nella chiesa dei 'paniettieri e dei mugnai', in un quartiere tra i più popolari dell'epoca quando scavando riportarono alla luce la Minerva di Arezzo. Una delle scoperte più importanti di sempre nella storia dell'archeologia aretina, assieme alla Chimera con cui condivide alcuni aspetti e che venne scoperta solo pochi anni più tardi (1553).

Il mito e la storia della Chimera di Arezzo

Alta circa 65 centimetri, realizzata in bronzo, la Minerva può risalire tra il 280 e il 270 a.C. ed era sicuramente legata alle abitazioni romane (anzi la domus) che sorgeva in quell'area. Non era integra al momento della scoperta. Il bronzo cavo della dea della sapienza e della guerra rappresenta una donnacon l'elmo sollevato sulla testa, l'egida col gorgoneion sul petto, il lungo chitone che le arriva fino ai piedi.

Esattamente come accadrà pochi anni dopo con la Chimera anche la Minerva venne reclamata da Cosimo I de' Medici. Così venne trasferita a Firenze dove oggi è conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

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