Il 'Badalischio', la creatura leggendaria delle foreste casentinesi

Dalle sembianze di un serpente, nato o forse liberato da una frana nel 1600. Con uno sguardo e un alito in grado di uccidere qualunque preda

Se la Scozia ha il mostro di Loch Ness, il Casentino può vantare un mostro o per meglio dire una leggenda altrettanto affascinante. C'è chi racconta di aver visto un essere verde (o grigio), squamoso, con quattro piccole zampe, un corpo lungo all'incirca un metro che ricorderebbe quello di un serpente se non fosse tozzo come 'un bambino avvolto in fasce'. Il nome che i casentinesi gli hanno datto è quello di 'Badalischio'.

Origini e caratteristiche della «creatura»

A poca distanza dal Passo della Calla, al confine tra il territorio aretino e quello fiorentino, c'è un laghetto avvolto da una atmosfera che richiama mondi fantastici e incantati se non fosse per quel nome: la 'Gorga Nera'. Un acquitrino la cui origine è storicamente documentata in seguito alla frana del 1335, che scendendo dal Monte Falterona distrusse il piccolo centro abitato di Castagno andando a formare un bacino che per molti era collegato, tramite un tunnel sotterraneo, all'Arno. Un luogo che avrebbe ispirato Dante nell'immaginare la 'selva oscura'.

Nei secoli seguenti altre frane colmarono e ridussero il laghetto, come accadde nel 1641, l'anno in cui la creatura nacque o per meglio dire venne liberata. C'è chi lo chiama 'Badalischio' o 'Badalisco', simile ad un serpente, raffigurato in alcuni casi con due ali e la testa di un uccello. Gli occhi, piccoli e posti ai lati della testa, sono rossi e possono paralizzare secondo la leggenda le prede: animali ed essere umani. In alcuni racconti si parla anche del suo alito che può portare alla paralisi e alla morte. Se il 'Badalischio' è nato nella 'Gorga Nera', nel corso dei secoli si sarebbe spostato nelle foreste casentinesi, scegliendo come sua dimora la zona di 'Fosso del Diavolo'. Ecco spiegato il perchè di avvistamenti da parte di alcuni testimoni nei pressi della Fornace di Marena, nella zona aretina.

Dalla realtà alla leggendagora-nera-laghetto

Racconti di testimoni a parte di certo l'atmosfera attorno alla 'Gorga Nera' e alcuni scorci nelle foreste casentinesi si prestano all'immaginazione e alla fantasia, al mistero e alla leggenda. Tra l'altro i laghetti della zona, come quello che avrebbe portato alla liberazione della creatura, sono spesso abitati da rane e tra queste quelle di una razza con colorazioni variabili (grigie, rossastre e con delle macchie). Nel periodo della riproduzione i maschi emettono suoni gutturali che potrebbero aver aiutato il 'mito' a prendere terreno insieme alla caratteristiche delle rane e alle analogia con il 'Badalischio'. Una creatura che ha tutti i connotati di una leggenda nata per essere uno 'spauracchio' per i bambini, per incentivarli a fare attenzione nei boschi. A maggior ragione in una foresta vasta come quella casentinese.

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Ovviamente siamo tutti liberi di credere o meno alla leggenda. Se un giorno deciderete di avventurarvi alla ricerca della creatura, riuscendo a trovarla e a fotografarla (evitandone lo sguardo e l'alito) saremo ben lieti di condividere con voi quel momento. In caso contrario vi sarete fatti una bella passeggiata in una delle foreste tra le più belle al mondo.

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