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Arezzo protagonista nel numero di dicembre del Gambero Rosso, c'è anche l'intervento di Scanzi

Quattordici pagine con il meglio dei ristoranti e dei locali cittadini, quelli tipici e quelli sperimentali, ristoranti e pizzerie, pasticcerie e macellerie, paninoteche e caffè. Ma non solo

Arezzo protagonista nel numero 347 di dicembre 2020 della rivista Gambero Rosso. In particolare è dedicata alla città la "Mini-guida" gastronomica, intitolata "Arezzo. Nella città di Piero" e curata da Clara Barra. Arezzo viene così presentata: "Città d’arte, resa indimenticabile dagli affreschi di Piero della Francesca, ma anche provincia storicamente molto ricca, polo orafo e antiquario. Città di tradizioni culinarie sobrie ma cariche di sapori, dalle castagne alla carne Chianina di cui è un importante centro di allevamento. E poi, legumi, maiali, paste povere e saporite… Un luogo da gustare, in tutte le possibili declinazioni, dall’occhio al palato".

Quattordici pagine con il meglio dei ristoranti e dei locali cittadini, quelli tipici e quelli sperimentali, ristoranti e pizzerie, pasticcerie e macellerie, paninoteche e caffè. Ma non solo, oltre alla guida, con la mappa di tutti i locali segnalati, c'è un intervento del giornalista aretino Andrea Scanzi, a cui è stato chiesto di raccontare la sua Arezzo enogastronomica che "ha eccome le sue eccellenze, gastronomiche ed enologiche. Un aspetto, quest’ultimo, che essendo sommelier mi interessa molto di più". Scanzi racconta i suoi "buon ritiri", locali che in centro frequenta maggiormente: "I luoghi che preferisco hanno un’attenzione particolare per i cosiddetti vini naturali”. Passa poi in rassegna alcune delle tipicità della tavola di Arezzo, dagli antipasti al dolce. "A me, però, interessa ancora di più il vino. Nella provincia aretina abbiamo autentiche eccellenze: il Sangiovese, il Syrah (soprattutto a Cortona), il Pinot Nero (in Casentino)". E aggiunge: "Arezzo è una città raccolta, ricca di arte e di monumenti, che ha dato i natali a fi gure enormi come Petrarca. Una realtà intima, che puoi visitare in un tempo relativamente breve e che ormai garantisce un’ottima ristorazione. In più la provincia è splendida e varia".

Tra le colonne della guida trovano spazio poi sei ricette tipiche: quelle di baldino, fegatelli, farinata, grifi, meccheroni con il sugo di ocio e minestra di ceci.

C'è infine un intervento del sindaco Ghinelli: "Arezzo è una città che favorisce la ricomposizione dei piaceri. Passeggiando per strade e piazze, si è colti da uno stupore stendhaliano frutto dell’ammirazione provata dinanzi alle sue opere d’arte. Sedendo invece a tavola, magari in un ristorante nel cuore di questo bellissimo tessuto urbano, è il cibo che comunica sapori, gusti, piaceri. E questa terra ne conserva di infiniti".

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