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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Gli amori, la guerra scampata e quel ruolo da dirigente nell'Arezzo. I 100 anni di Giuseppe Andreini

Compie oggi un secolo di vita il signor Giuseppe Andreini. A rendergli omaggio sono i nipoti e i figli che oggi festeggieranno con lui l'importante traguardo

Cento vite vissute in un battito di ciglia. Il calcio giocato, la costruzione di aerei militari, la guerra scampata, la sua dolce Annita, i dolori e la gioia immensa di essersi fatto da solo, con il proprio impegno e la propria fatica. Un secolo fa, il 24 ottobre 1923, nasceva a Frassineto Giuseppe Andreini. Una storia straordinaria ricca di avventure, colpi di scena ed episodi comuni a molti altri della sua generazione. A rendergli omaggio, in occasione dell'importante traguardo raggiunto, è la sua famiglia composta dai figli Marzia, Cinzia, Paolo e Mario, dei nipoti Marta, Marco e Francesca, del genero e delle nuore.

Gli auguri di Marta e dei nipoti carissimi

Nato nella campagna di Frassineto, settimo di otto figli, ricorda spesso con amore e commozione la madre Marianna e la sua inimitabile cucina, fatta di cose semplici e sane. Con gli amici amava giocare a calcio come terzino; iscritto nell'Arezzo come centravanti, il lavoro lo porta lontano dagli allenamenti e dal pallone, ma solo momentaneamente in quanto, nel 1952, diventa dirigente dell' Arezzo Calcio, anche se solo per un anno. Durante la guerra, dal 1940 al 1943, scampò all'arruolamento al fronte lavorando a Passignano come metalmeccanico, impegnandosi nella costruzione di aerei militari: un lavoro duro pesante che lo costringe in fabbrica per 12 ore al giorno. Finita la guerra iniziò a lavorare nell'impresa edile di famiglia col padre Amedeo e il fratello Angiolo, finché non viene chiamato a fare il militare, per 15 mesi, tra Roma e la Calabria. Tornato ad Arezzo nel 1948 assistete al terribile incidente sul lavoro che provocò la morte del padre. Il fratello riuscì a scampare il peggio solo per un soffio. Un evento drammatico che pose fine al sogno di aprire un'impresa all'estero. Dopo la morte del padre, infatti, toccò a lui prendere in mano le redini dell'impresa di famiglia portata avanti fino al 1999. Lo stesso anno conosce la moglie Annita con la quale convolò a nozze nel 1951 e dalla quale ha avuto 4 figli.

Oggi Giuseppe si dice felice della vita e soddisfatto del suo traguardo. Ogni mattina legge il giornale, interessandosi ancora ai dibattiti politici e si occupa personalmente della gestione dei propri interessi. Una testa lucidissima, un'ora al giorno dedicata a ciclette e tapis roulan e l'immancabile voglia di fare il suo quotidiano giro per il centro di Arezzo, lo portano oggi a festeggiare questo stupendo traguardo.

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