Martedì, 18 Maggio 2021
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Il castello di Romena

Uno dei più maestosi castelli monumentali dei Conti Guidi del Casentino dove la storia e la leggenda si uniscono con la letteratura

Il Casentino è una terra ricca di castelli, ma anche di storie e leggende che si intrecciano e spesso finiscono nella letteratura, nel capolavoro in particolar modo di Dante Alighieri. È il caso del castello di Romena. A oltre 600 metri sul livello del mare, lì dove c'è lo sbarramento dell'Arno, in quello che oggi è il Comune di Pratovecchio-Stia, sorge questa fortificazione che mantiene ancora l'idea dell'area fortificata di quel tempo. Tre grandi torri, mura spesse e resistenti disposte su diverse quote. Segni inequivocabili di una costruzione in più periodi storici.

Furono i Marchesi di Spoleto, si pensa nell'XI secolo, a spingere questa costruzione che servì a conquistare gran parte della Vallata. Alcuni anni dopo (si parla del XII secolo) entrò nelle proprietà dei potenti Conti Guidi, in particolar modo di Aghinolfo dando vita ad uno snodo cruciale. Già perchè proprio da questo momento si inizierà a parlare dei 'Conti Guidi di Romena', una ramo secondario della famiglia che veniva distinto riconoscendo il luogo del castello.

Ad Aghinolfo è legato uno degli episodi più noti della Divina Commedia. Il discendente dei Conti Guidi nel 1281 ospitò Mastro Adamo da Brescia, un falsario che per conto de Guidi si occupò di manomettere i fiorini. Mastro Adamo, scoperto l'inganno, di ritorno da Firenze e in cerca di protezione morì nella località che ha poi preso il nome di 'Omomorto'.

Pochi anni più tardi, nel 1300 circa, Dante Alighieri venne ospitato dai Guidi. Si parla del castello di Romena anche se a dire il vero il poeta trovò riparo nel vicino castello di Porciano. I Guidi rimasero padroni di Romena fino al 1357 quando il castello venne acquistato da Firenze che lo rese Comune. A metà del 1400 ecco che venne conquistato e in parte distrutto dalle truppe dei Visconti, ma Firenze riuscì a tornarne in possesso ripristinando alcune strutture. Come non se non bastassero i vari conflitti territoriali ecco che nel 1579 un terremoto distrusse gran parte del maniero. Due secoli più tardi il Castello passò tramite un'asta pubblica dai conti Goretti ai Flamini che ne detengono ancora oggi la proprietà e che ne hanno favorito il restauro di un castello che nel 1901 ospitò anche D'Annunzio che qui scrisse gran parte dell'Alcyone.

Per maggiori informazioni sul castello e sulla possibilità di visitarlo è a disposizione il sito internet.

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