Martedì, 22 Giugno 2021
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Castel Pugliese a Battifolle

Il castello sorse tra X e XI secolo ed entrò presto nelle mire delle potenti famiglie aretine, perché in posizione strategica per il controllo sia della Val di Chiana settentrionale, sia dell’accesso al Valdarno e alla Valdambra

Quando uscite dal casello di Arezzo dell’Autostrada del Sole, due edifici storici cattureranno la vostra attenzione: di fronte a voi l’imponente campanile a torre della chiesa dei santi Quirico e Giulitta di Battifolle, realizzato su progetto di Ubaldo Cassi nel 1934; più in alto, alla vostra sinistra, la possente roccaforte di Castel Pugliese che domina la frazione aretina.

In epoca romana nella zona di Battifolle c’era un “vicus minor”, da cui il nome Vicione o Viccione Piccolo, prossimo a un insediamento più importante e quindi detto “vicus maior”, poi Vicione Maggiore e oggi Viciomaggio. Per “vicus” si intendeva un agglomerato di case e terreni o un piccolo villaggio. Il castello sorse invece tra X e XI secolo, entrando presto nelle mire delle potenti famiglie aretine, perché in posizione strategica per il controllo sia della Val di Chiana settentrionale, sia dell’accesso al Valdarno e alla Valdambra. Nel corso del Duecento passò sotto l’egida gli Ubertini.

Nei primi decenni del secolo successivo entrò nell’orbita dei Tarlati. Forse è in questo periodo che la località cominciò a essere chiamata anche Battifolle, dal nome dall’avamposto mobile – detto  appunto “battifolle” – costruito intorno al 1310 dai fiorentini, durante un tentativo di attacco ad Arezzo andato a vuoto. Una differente versione fa derivare la denominazione dal rivellino quadrato del fortilizio. Nei sistemi difensivi il rivellino era una piccola fortificazione indipendente a protezione dell’ingresso principale e talvolta anche questa veniva detta battifolle. Una terza ipotesi lo vuole in uso dopo la sottomissione di Arezzo a Firenze del 1384. Il toponimo precedente, tuttavia, non fu abbandonato del tutto. Nella Visita Apostolica del 1583 voluta da papa Gregorio XIII, ad esempio, la chiesa parrocchiale era detta “San Quirico de Viccione”.

Nei primi anni Ottanta del XIV secolo i fiorentini riuscirono a impadronirsi del maniero, che fu ampliato e rinforzato. Dieci anni dopo venne attaccato da Gian Galeazzo Visconti e nel 1431 dalle truppe di Niccolò Piccinino, capitano di ventura ancora al soldo dei Visconti di Milano. Nel 1502 fu luogo di nuovi cruenti scontri quando gli aretini, ribellatisi alla Repubblica Fiorentina, sotto la guida del condottiero Vitellozzo Vitelli ripresero per un breve periodo possesso di alcune roccaforti. Nell’assalto furono trucidati molti abitanti del luogo che si erano schierati con Firenze.

Nel corso del Cinquecento la struttura militare divenne proprietà dei Pugliesi, nobile famiglia originaria della zona di Prato, trasformandosi nella loro residenza. Da qui l’epiteto “Castel Pugliese” con il quale è conosciuto oggi, mentre Battifolle rimase come appellativo del paese. Nel XVIII secolo il fortilizio passò ai Buonaccorsi, che lo tennero a lungo prima di cederlo ai Borghese. Questo passaggio avvenne nella seconda metà del XIX secolo per alcune fonti, nella prima metà del Novecento per altri (ad esempio per Angelo Tafi). Da ricordare che nel 1897, nei pressi del castello, furono ritrovate delle ossa fossilizzate di rinocerontide risalenti al Pleistocene superiore. I reperti possono essere ammirati nella sezione paleontologica del Museo Archeologico di Arezzo. 

Le trasformazioni che il complesso ha subito nei secoli sono notevoli, ma l’aspetto attuale è dovuto in buona parte al rimaneggiamento di primo Novecento, quando era in voga il neomedioevalismo. Il maniero, in magnifica posizione panoramica sulla Val di Chiana, è circondato da una doppia cinta merlata alla guelfa. Nella parte che dà sul monte San Zio si ammira una possente torre, mentre le altre sono state ribassate o integrate nelle costruzioni realizzate dopo il XVI secolo. Tra le cose più interessanti che si ammirano all’interno troviamo la villa sviluppata su due piani, la corte di stampo rinascimentale, l’oratorio già documentato nel Duecento con il pozzo adiacente e le tracce di un giardino all’italiana sul lato ovest, a cui si accede da un elegante ingresso.

Dopo una fase di completo abbandono, alcuni anni fa la roccaforte venne rilevata da una società che ne curò il recupero nell’ottica di un futuro utilizzo turistico-ricettivo. L’investimento purtroppo non è andato nel verso giusto e, con una parte di opere ancora da completare, Castel Pugliese è stato messo all’asta assieme a oltre 150mila metri quadrati di terreni che lo circondano. L’Istituto di Vendite Giudiziarie di Arezzo ha previsto la gara per il 5 giugno 2020. Chissà se il fortilizio di Battifolle troverà un nuovo “castellano”, pronto a valorizzarlo come meriterebbe.  Noi ce lo auguriamo.

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