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Scuola dell'infanzia Orciolaia senza tempo prolungato. Il Comune: "Richieste al vaglio fino a fine settembre"

Un gruppo di genitori aveva segnalato alla nostra redazione l'impossibilità di lasciare i figli in classe fino alle 17.30, con tutti i disagi conseguenti. Il chiarimento dell'amministrazione: "Il servizio non può essere attivato senza un numero congruo di bambini. E deve avere valenza pedagogica"

Il caso è quello della scuola dell'infanzia comunale dell'Orciolaia. Un gruppo di genitori ha scoperto "solo grazie alla premura di una mamma" che anche quest'anno il tempo prolungato non sarebbe stato attivato e ha segnalato la cosa alla nostra redazione, lamentando un disagio non da poco. L'orario della scuola infatti non andrà oltre le 16, mentre l'uscita dei bambini alle 17.30 avrebbe fatto felici molte famiglie.

"Sembra impensabile, ma in un anno e mezzo di pandemia il Comune non è riuscito ad organizzare un'ora e mezza in più il pomeriggio - sostengono i genitori. E questo dopo i disservizi dell'anno passato, in cui, solo per fare un esempio, il personale scolastico è stato carente fino a febbraio/marzo, e addirittura le supplenze venivano compensate dal personale amministrativo. Le famiglie hanno dovuto fare i conti con le difficoltà organizzative, i costi aggiuntivi, la necessità di trovare una baby sitter per un'ora e mezza a metà pomeriggio, mentre i bambini hanno convissuto con orari sballati per i pasti e metabolizzato la presenza di una persona esterna alla famiglia che li andava a prendere dopo una giornata fuori casa".

Il Comune di Arezzo, in risposta e chiarimento, ha inviato questa nota: "Le richieste delle famiglie relative al tempo prolungato, per prassi e per norma vengono accolte dall'Ufficio Scuola fino alla fine del mese di settembre, e questo proprio per andare il più possibile incontro alle diverse esigenze. Ad oggi, dei circa mille bambini inseriti nel servizio educativo 0 – 6 anni, le richieste di tempo prolungato pervenute all'Ufficio sono circa 80, distribuite in maniera disomogenea tra le 11 scuole, nidi e infanzia; su questo numero si sta costruendo la risposta, in osservanza delle norme e prescrizioni legate all'emergenza sanitaria.

Si precisa che il tempo prolungato si propone quale progetto pedagogico e non come semplice “babysitting”, pertanto in assenza di un numero congruo di bambini – così come previsto da tutti gli indirizzi pedagogici - in grado di garantire insieme la valenza educativa e il rispetto delle normativa sanitaria di questo tipo di servizio, quest'ultimo non viene attivato. Si precisa inoltre che, negli ultimi 15 giorni, su 1000 bambini e circa 2000 genitori che usufruiscono dei servizi educativi comunali 0-6 anni, quella arrivata all'Ufficio Scuola il 27 agosto scorso e resa pubblica è una delle soltanto 10 segnalazioni pervenute".

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