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Replica a dicharazioni nuove acque

Replica ai contenuti della conferenza stampa organizzata da Nuove Acque in merito ai lavori del Depuratore Casolino

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Agli Organi di Stampa Con riferimento alle dichiarazioni di cui alla conferenza stampa indetta dalla Società Nuove Acque relativa al progetto di ammodernamento del Depuratore Casolino, teniamo a replicare e fare le seguenti precisazioni: il problema delle emissioni odorigene provenienti dall’impianto di depurazione del Casolino si verifica da circa 20 anni in diverse zone della città , San Leo, Pratantico, Palazzetti, Montione, Ortali, I Butteri, Quarata, interessate da frequenti ed intense folate di odori nauseabondi; da ormai già da più di dieci anni si è accentuato con sempre maggior disagio e preoccupazione per la salute dei ccittadini. Il fenomeno si verifica in pratica tutti i giorni dell’anno e non solo d’estate come spesso leggiamo. Nonostante esposti, lettere, segnalazioni , finanche, da circa 2 anni, su una lista chat alla quale sono iscritti l’Assessore all’Ambiente del Comune di Arezzo e due responsabili di Nuove Acque, la Società non ha mai provveduto a realizzare opere di mitigazione dell’impatto dovuto a tali emissioni, anzi ha teso sempre a minimizzarle come si legge nei vari documenti emessi dalla stessa Società. Quindi non corrisponde al vero la dichiarazione del Presidente di Nuove acque con la quale afferma che in questi anni la Società abbia costantemente lavorato per trovare una soluzione, anzi non c’è mai stata la volontà e non ci sarebbe stata ancora se non avessimo noi perorato con forza la necessità di provvedere finalmente alla realizzazione di opere mitigatorie. Gli investimenti complessivi riguardano soprattutto ciò che interessava alla Società, cioè installare un nuovo impianto di essiccamento per concentrare presso il Casolino anche i fanghi provenienti da altri 17 suoi impianti solo in ragione di una logica di guadagno e non certo per amore del territorio, tanto richiamato. Se oggi gli interventi saranno realizzati, a corollario dell’intervento che sta a cuore alla società, cioè il potenziamento della capacità del 700% in più rispetto all’attuale, è solo per l’azione del Comitato e non per buona volontà o sensibilità della Società come intende oggi far risultare e così enfatizzato neanche fosse una Onlus . A tal riguardo, come Comitato, stiamo addirittura valutando se ci sono gli estremi per procedere con una denuncia per danno ambientale a carico della Società, per eventuali inosservanze, inadempienze ed irregolarità perpetrate in questi anni, considerato che già nel 2011 una precedente autorizzazione all’esercizio conteneva delle prescrizioni e delle raccomandazioni in merito all’adeguamento dell’impianto alle migliori tecniche disponibili, quelle che oggi dopo dieci anni vengono tanto decantate. Quanto sopra vale anche per la dichiarazione dell’Amministratore Delegato laddove afferma che le politiche aziendali “sono sempre rivolte al miglioramento dell’impatto ambientale delle nostre attività sul territorio”. A proposito di territorio, dipende Nuove Acque cosa intende per territorio, se Arezzo e provincia o tutta l’Italia, constatato che le autobotti che versano i liquami presso l’impianto sono intestate a Ditte di svariate località come Treviso, Macerata, Cesenatico, Livorno, Potenza. Su questo traffico, anche abbastanza intenso, nutriamo alcuni dubbi, che per questo abbiamo espresso con un esposto presentato al Nucleo Forestale Carabinieri. Arezzo 07/07/2021 Comitato Depuratore Casolino Il Presidente Roberto Barone

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