Verso le elezioni. C'è il toto-candidati, ma nel Pd l'area Dems Arezzo chiede le primarie

Continua la caccia al nome dei politici, più o meno aretini che saranno candidati all'uninominale e nel listino per il proporzionale, alla Camera e al Senato per le prossime elezioni politiche che si terranno il 4 marzo prossimo. Se la novità...

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Continua la caccia al nome dei politici, più o meno aretini che saranno candidati all'uninominale e nel listino per il proporzionale, alla Camera e al Senato per le prossime elezioni politiche che si terranno il 4 marzo prossimo.

Se la novità più sostanziale è proprio quella annunciata da Arezzo Notizie con Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, che dopo un allontanamento dalla dirigenza di Forza Italia, si è avvicinato alla Lega e la rappresenterà come candidato aretino. Scenderà in campo per il Carroccio su Arezzo probabilmente anche Claudio Borghi che però, candidandosi anche in altri collegi, lascerà sicuramente libero il posto per una elezione molto probabile a Mario Agnelli. Se così fosse di conseguenza il mandato naturale del primo cittadino si potrebbe concludere un anno in anticipo e a Castiglion Fiorentino si aprirebbe ben prima la corrida per le nuove amministrative. Ma non sarà così perché, come spiega una recente circolare dell'Anci, sono incompatibili con la carica di deputato o senatore, solo i sindaci dei comuni con più di 15 mila abitanti. Una condizione che non riguarda Castiglion Fiorentino, se Mario Agnelli fosse eletto, non dovrebbe dimettersi e potrebbe portare avanti il suo mandato per un ulteriore anno fino alla scadenza naturale del 2019.

La circolare Anci: nota completa candidatura sindaci rev settembre 2

In Forza Italia, accanto al coordinatore provinciale Felice Maurizio d'Ettore, con una posizione da capolista su Arezzo, Siena e Grosseto è certa la candidatura del coordinatore regionale Stefano Mugnai.

Mentre in Fratelli d'Italia da sciogliere il nodo della candidatura di Letizia Giorgianni, la portavoce dell'associazione Vittime del Salva Banche che a suo tempo si era separata dal gruppo degli aretini nella battaglia per gli azzerati di Banca Etruria.

Qualche movimento c'è anche a sinistra. In attesa di capire i nomi di Potere al Popolo, Liberi e Uguali pensa alla figura di Tito Barbini come candidato spendibile.

E il Pd? I nomi per adesso restano quelli già detti, Tommaso Nannicini all'uninominale, con Marco Donati nel listino al proporzionale. Ma l'area Dems di Arezzo, i cosiddetti orlandiani chiedono le primarie "per rafforzare la proposta politica e le candidature del Pd"

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Scrivono, infatti in una nota, che i tempi e i modi ci sarebbero:

Il 4 marzo 2018 si svolgeranno le elezioni politiche. Entro la fine di gennaio dovranno essere depositate le liste dei candidati al parlamento. A campagna elettorale praticamente iniziata, non sappiamo ancora quali sono i temi politici prioritari sui quali concentrare il nostro impegno nelle prossime settimane né tantomeno le modalità con le quali saranno selezionate le candidature. Il Partito Democratico ha, fin dalla sua costituzione, nel proprio Dna uno strumento di selezione aperta e ampia delle candidature: le primarie. Questa totale assenza di coinvolgimento degli elettori del Pd ma anche dei propri iscritti, rappresenta un elemento di forte preoccupazione e criticità per chi come noi ha una concezione del partito e del rapporto con la base che non può prescindere da un coinvolgimento ampio e diretto degli elettori. L’attuale legge elettorale con collegi uninominali, può avere nello strumento delle primarie, un valore aggiunto nella selezione delle candidature migliori da proporre ai nostri elettori. A maggior ragione il delicato momento politico che stiamo attraversando a livello nazionale e locale potrebbe avere in un’ampia partecipazione popolare per la selezione delle candidature un necessario momento di ricostruzione di relazioni con la nostra base per consentirci di affrontare e con le migliori proposte politiche possibili e con le migliori candidature la difficile campagna elettorale che ci aspetta. Neanche la tempistica è un problema, cinque anni fa organizzammo in 10 giorni le primarie che come tutti ricordiamo si tennero alla vigilia di Capodanno. Solo con spirito unitario e con il coinvolgimento di tutte le energie che guardano con interesse al Pd sarà possibile arginare l’ondata populista ed astensionista che sta vivendo il paese.

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