Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Veneri (FdI): "Torni la Usl provinciale di Arezzo"

Il consigliere regionale: "La Toscana consideri il ritorno a unità sanitarie locali su base provinciale alla stregua dell’assetto organizzativo precedente alla riforma del 2015, partendo dai territori di riferimento della Asl Toscana Sud-Est (Arezzo, Siena, Grosseto), la più estesa e la più penalizzata e disagiata"

Gabriele Veneri (Foto archivio)

“Alcuni rappresentanti del Pd stanno facendo marcia indietro sui Distretti sanitari, e questo ci lascia soddisfatti visto che, come Fratelli d’Italia, abbiamo presentato una mozione sul ritorno alle Usl provinciali, per una sanità più a dimensione di cittadino, più vicina ai territori con servizi e strutture adeguate. Vorrei però ricordare che la riforma sanitaria del 2015 è stata votata in massa dal Partito democratico, compresi i consiglieri aretini di maggioranza - dichiara il Consigliere regionale Fdi, Gabriele Veneri - Ricordiamo che la nostra sanità sta scontando inefficienze legate alla mancanza di medici e infermieri, di strutture adeguate (nella provincia di Arezzo ci sono addirittura strutture sprovviste dei requisiti di sicurezza). Sottolineiamo la mancanza di strumentazioni sanitarie quotidiane dai bisturi agli holter, tanto per fare due esempi. Senza dimenticare che i cittadini sono costretti a tempi inaccettabili per visite specialistiche, disagi acuiti dalla progressiva dismissione di reparti specialistici negli ospedali dall’Asl Toscana Sud Est. Una gestione fallimentare, dunque, documentata da dati e fatti”.

“Con la nostra mozione, chiediamo alla Regione di considerare una revisione dell’attuale sistema sanitario incentrato sulle 3 “maxi Asl”, in funzione di una migliore programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari territoriali e di un ri-potenziamento delle strutture sanitarie attualmente depotenziate e indebolite –ricorda Veneri- dovremo cercare di andare verso Usl provinciali. Invitiamo, perciò, la Regione a considerare il ritorno ad unità sanitarie locali su base provinciale alla stregua dell’assetto organizzativo precedente alla riforma del 2015, partendo dai territori di riferimento della Asl Toscana Sud-Est (Arezzo, Siena, Grosseto), indubbiamente la più estesa e la più penalizzata e disagiata. Auspichiamo che Arezzo torni un Usl provinciale e che sia il progetto pilota per far fare marcia indietro a tutta la Toscana”.

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