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"La Regione garantisca maggiore partecipazione. Un appello anche ai cittadini affinché prendano parte al dibattito"

Il giorno dopo la chiusura dell’audizione preliminare dell’inchiesta pubblica su Podere Rota, il sindaco Valentina Vadi e l’assessore all’ambiente Laura Ermini non nascondono il malcontento per lo svolgimento anche della seconda seduta.

Stessa piattaforma, stessa sede, chat abolita. Si è conclusa ieri pomeriggio la fase  preliminare dell’inchiesta pubblica su Podere Rota, procedimento partecipativo fortemente voluto e richiesto dal Comune di San Giovanni Valdarno. Il presidente, Alessandro Franchi, ha reso noti i nomi dei due commissari (uno per la parte favorevole, l’altro per la parte contraria) che gestiranno, insieme a lui, il dibattito. Un solo candidato per la Csai, l’ingegner Massimiliano Il Grande, che rappresenterà, in sede di dibattimento, la Centro Servizi Ambiente Impianti Spa. Per la parte che si oppone all’ampliamento del sito è stato individuato l’avvocato Andrea Grazzini, proposto dal Comune di San Giovanni. “Ha pesato il fatto – ha dichiarato il presidente – che il nome fosse stato presentato dal Comune di San Giovanni Valdarno che è il territorio che lamenta i disagi maggiori per la vicinanza alla discarica. A riprova di questo circa il 50% degli iscritti all’inchiesta pubblica sono residenti proprio a San Giovanni. Inoltre nella sessione del 25 febbraio, Grazzini aveva ottenuto il maggior numero di consensi da parte di privati, associazioni ed enti”. 

Questa mattina (venerdì 5 marzo) è stata convocata, nella ex sala giunta del palazzo comunale di San Giovanni Valdarno, la conferenza stampa per commentare la chiusura della fase preliminare e l’avvio dell’audizione generale. Erano presenti il sindaco Valentina Vadi e l’assessore all’ambiente Laura Ermini.

La piattaforma usata per gestire il dibattito non è cambiata rispetto alla volta scorsa, nonostante le numerose proteste arrivate da ogni fronte per la mancanza di trasparenza e le difficoltà legate alla partecipazione. Lo strumento utilizzato per la diretta infatti, non permette di vedere il numero delle persone collegate, chi partecipa e in rappresentanza di chi. “Abbiamo potuto soltanto guardare il primo piano del presidente e dei due commissari – spiega il primo cittadino Valentina Vadi – Il dottor Franchi ha però comunicato che, dalla prossima seduta, sarà collegato non dagli uffici di Csai, ben visibili anche questa volta dai manifesti alle sue spalle, ma, finalmente, da una sede neutrale. Una novità c’è stata: è sparita la chat per cui, questa volta, stiamo stati in totale silenzio, impossibilitati persino a esprimerci scrivendo, come ci era stato consentito la seduta scorsa. Non è questa l’inchiesta pubblica che volevamo e che ci aspettavamo. La situazione di emergenza sanitaria ci impedisce di svolgerla in presenza e di far capire il reale sentimento delle persone su una questione che riteniamo cruciale per il futuro del nostro territorio. Ma, anche da remoto, l’organizzazione poteva essere differente e poteva essere garantita una più ampia e condivisa partecipazione. Chiedo nuovamente alla Regione Toscana, come già ho avuto modo di fare anche in documenti formali, che si faccia da garante dell’inchiesta pubblica e tuteli il diritto dei cittadini alla condivisione e all’espressione”.

L’abolizione della chat ha negato ogni possibilità di interazione con il presidente, i commissari o gli altri iscritti. Dalla prossima seduta si aprirà l’audizione generale. A breve sarà pubblicato il calendario e gli orari esatti ma le prime tre date individuate sono quelle del 12, del 20 e del 26 marzo. Dopo che il proponente avrà illustrato il progetto si potranno ascoltare i pareri dei soggetti che hanno presentato le osservazioni e di tutti coloro che faranno richiesta di intervento a partire da lunedì 8 marzo. “Faccio un sentito appello a tutti i cittadini di San Giovanni e del Valdarno tutto – continua il sindaco Vadi – affinché si iscrivano, prendano la parola e diano il loro prezioso contributo al dibattito contro l’ampliamento. A questo serve l’inchiesta pubblica: consentire la partecipazione delle persone quando ci sono processi dal forte impatto sul territorio e renderne palese la volontà”. 

Ben 23 gli enti, associazioni, capigruppo e privati cittadini che hanno depositato le osservazioni in Regione. Il primo cittadino di San Giovanni ha sottolineato infine come non esista una questione impiantistica legata a Podere Rota: “nel senso – spiega il sindaco – che in nessun documento di Ato Sud e Regione Toscana è scritto che la discarica Casa Rota è funzionale al fabbisogno impiantistico dell’Ato Sud per il conferimento dei rifiuti urbani. E’ già in programmazione l’efficientamento dell’inceneritore di San Zeno verso il quale saranno conferiti i rifiuti urbani del territorio a partire dal 2025. Dal 2022, quando i rifiuti non potranno più essere conferiti a Podere Rota, al 2025 Ato Sud individuerà, e già lo sta facendo, la programmazione dei flussi. E questo non comporterà, mi preme sottolinearlo, aumenti spropositati delle tariffe - come sono stati paventati -  né per i cittadini né per le imprese”.

La conferenza stampa organizzata  in Comune è stata l’occasione anche per fare chiarezza sui possibili aumenti della Tari. “Vorrei provare a chiarire, dato che comprendo non solo l’interesse ma anche la confusione che aleggia intorno alla questione della Tari, il nuovo metodo tariffario che è stato elaborato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera)” – spiega l’assessore all’ambiente Laura Ermini che, dati alla mano, illustra come venga calcolata la tariffa e quali  possano essere le modifiche. “La creazione della tariffa è data dalle somma delle entrate a copertura dei costi fissi e costi variabili. La presenza di così tante variabili (12 per l’esattezza, di cui due di segno negativo) fa sì che un aumento o una diminuzione drastica della tariffa Tari risulti difficilmente comprensibile. Ciò anche in considerazione di un  altro aspetto assolutamente da evidenziare ovvero il fatto che l'allegato A alla delibera Arera prevede che ci sia una gradualità nelle modifiche tariffarie per mitigare gli impatti del nuovo metodo. Nel caso di un ente che programmi un significativo miglioramento della qualità del servizio e del perimetro gestionale, la crescita massima ammessa per le tariffe , per l'anno 2021, sarà del 6,6 % rispetto all'anno precedente. Al contrario, un ente che non intenda modificare sostanzialmente il servizio, potrà incrementare le tariffe al massimo dell'1,6 %. Questo limite, per il comune di San Giovanni Valdarno, è stato calcolato pari al 4,7%. L’effetto calmieratore delle tariffe introdotto da Arera pone quindi un tetto di incremento annuale alla Tari a tutela dei cittadini e delle imprese. Non appare condivisibile la posizione di coloro che ipotizzano un aumento della tariffa così elevato per la sola necessità di conferire in una località più distante da quella di provenienza”.

Altro aspetto da tenere in considerazione è che la discarica di Podere Rota chiude al conferimento dei rifiuti urbani a dicembre 2021 o, al massimo, nei primi mesi del 2022. Pertanto le conseguenze sulla tariffa sono già state contemplate da Ato che ne terrà conto riprogrammando i flussi dei rifiuti in altri impianti.

“L’ampliamento richiesto dalla società Csai – sottolinea l’assessore Ermini – non riguarda la possibilità di conferirvi rifiuti urbani ma rifiuti speciali non pericolosi, pertanto l’ampliamento non ha alcun effetto calmieratore sulle tariffe della Tari. Se non teniamo presente questo elemento rischiamo di ritrovarci con una discarica funzionante di tipo privatistico a pochi chilometri dalle nostre case e, contemporaneamente, un aumento della Tari dovuto ad un calcolo del tutto estraneo dall’ampliamento stesso”.

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