Un crocefisso nell'aula del consiglio. La proposta della Lega, i distinguo e l'approvazione senza i voti di OraGhinelli

Un dibattito particolare ha animato l'aula del consiglio comunale oggi pomeriggio, al momento in cui dai banchi della Lega Nord Marco Casucci e Tiziana Casi hanno chiesto che fosse affisso un crocefisso. Anche all'interno della maggioranza le aree...

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Un dibattito particolare ha animato l'aula del consiglio comunale oggi pomeriggio, al momento in cui dai banchi della Lega Nord Marco Casucci e Tiziana Casi hanno chiesto che fosse affisso un crocefisso. Anche all'interno della maggioranza le aree di posizioni si sono diversificate a partire da quella del radicale di Ora Ghinelli Angelo Rossi. Alla fine la mozione è stata comunque approvata. Vediamo la cronaca del dibattito su atti di indirizzo e mozioni che si è aperto con l'intitolazione di un luogo pubblico a Enzo Piccoletti.

L’idea di intitolare un luogo pubblico a Enzo Piccoletti a venti anni dalla morte, è stata proposta con un atto di indirizzo da Roberto Bardelli. “Una figura fondamentale per il quartiere di Porta Sant’Andrea, di cui fu capitano, per la Giostra, di cui fa artefice della sua ripresa nel dopoguerra, e per i Musici che furono da lui ricostituiti dopo la morte di William Monci. Una vita frenetica, semplice, da persona umile, politicamente impegnata nel Pci, una vita da ‘meccanico ciclista’ come amava definirsi. Senza dimenticare la produzione libraria sulla Giostra, sul costume e la storia popolare. Ecco allora la mia proposta per intitolargli una strada, una piazza o un giardino pubblico. L'idea è la piazzetta accanto alla sede del quartiere di Porta Sant'Andrea o in alternativa uno slargo presso Sant'Agostino”. L'atto è stato approvato all'unanimità con 18 voti favorevoli.

Il crocifisso nell'aula consiliare

Marco Casucci e Tiziana Casi hanno chiesto con una mozione che nella sala consiliare sia affisso un crocifisso, identificato come

“simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza e tolleranza. La religione cristiana in sé è parte della storia e delle tradizioni europee e il crocifisso è presente nei luoghi pubblici come tribunali od ospedali in quanto sintesi dei valori sui quali poggia la civiltà occidentale. Nelle stesse scuole pubbliche il crocifisso nelle aule non costituisce violazione dei diritti umani: è quanto sancito dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Anche il Consiglio di Stato nel 2006 si è espresso in questo senso. In questa dimensione propriamente culturale appartiene a tutti. Cancellare i simboli significa cancellare una parte di noi stessi. Sottolineare la laicità delle istituzioni è passaggio diverso da questo. Basta citare le parole di Benedetto Croce per capire l'intimità della virtù di questo simbolo che è fondamento civile”.

Angelo Rossi:

“in quest'aula ci sono tre opere d'arte con il simbolo della crocifissione. Opere d'arte di grande pregio. Cerchiamo di capire i termini di 'istituzione' e 'laicità'. Con la prima si intende qualcosa che garantisce la convivenza in un consesso civile senza che alcuni prevalgano con le proprie convinzioni intime su altri. La laicità: l'Iran è una democrazia ma confessionale. Noi siamo una democrazia, come Francia o Stati Uniti, laica. Laicità è dunque la rivendicazione di un'autonomia decisionale senza condizionamenti morali o religiosi, è il rifiuto palese od occulto di una norma religiosa sovraordinata. Mettere un crocifisso qui significa andare nella direzione di una democrazia confessionale. Voterò convintamente no ma spero, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, che esistano ancora valori di democrazia laica in questa città”.

Paolo Lepri:

“trovo inopportuno parlare di argomenti del genere, delicati, adesso, quando mancano le opposizioni. Mi pare scorretto. Sono d'accordo con Angelo Rossi, un simbolo ulteriore della crocifissione è inutile. Si sposeranno qui, in quest'aula, coppie dello stesso sesso perché in chiesa è loro vietato. Quindi dovranno farlo con di fronte un simbolo di quella religione”.

Roberto Bardelli:

“parlo da cattolico tradizionalista ma sono stato educato a non imporre alcunché a nessuno. A me può anche andare bene un quarto crocifisso ma non mi è chiaro il senso della mozione, ovvero doverlo mettere per forza quando è chiaro il senso di cristianità in Italia e in quest'aula. Nei luoghi e negli uffici pubblici comunali può anche essere apposto tale simbolo ma qui è una forzatura”.

Donata Pasquini:

“da cattolica che ritiene un errore la mancata citazione delle radici cristiane nella costituzione europea dico che questa discussione un po' mi infastidisce. Una proposta del genere mi pare fuori contesto. Il crocifisso è comunque un crocifisso, che sia un'opera d'arte o un manufatto ligneo, è simbolo di passione e salvezza e una strumentalizzazione di questi valori non posso accettarla per cui non parteciperò al voto”.

Federico Scapecchi:

“il crocifisso non è solo un simbolo religioso, questo è vero, resta valido anche per chi non crede. Non sono contrario al corpo della mozione ma devo riconoscere che il crocifisso c'è già. Ce ne sono tre, perché stanno nella nostra storia, potremmo valorizzarli, esistevano già prima che noi stessi entrassimo in Consiglio Comunale”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli:

“queste opere d'arte hanno assistito anche a prese di posizione anticlericali ma nessuno, neppure gli esponenti dei partiti laici, si sono mai sognati di oscurarli. Su questo atto andremo al voto per convinzioni interiori, dunque inviterei i relatori a riformulare la mozione con un testo che metta in risalto il valore dei crocifissi presenti senza aggiungerne altri. Quando il sindaco si reca in chiesa durante un'occasione ufficiale lo fa con una fascia tricolore e rappresenta tutta la città ma se ricevo l'eucarestia, mi tolgo la fascia perché è un gesto intimo e personale durante il quale so che analoga rappresentatività non sussiste”.

Giovanni Bonacci:

“la lista Ora Ghinelli è una lista civica, i suoi componenti hanno vari convincimenti personali per cui diamo libertà di scelta”.

La mozione è stata approvata con 11 favorevoli, 2 contrari, 3 astenuti e 2 non votanti.

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Dichiarazione del gruppo consiliare di OraGhinelli:

La mozione della Lega Nord per imporre nell’aula consiliare il crocifisso è un atto che viola il principio di laicità in maniera grave. Laicità è la rivendicazione di un'autonomia decisionale senza condizionamenti morali o religiosi, è il rifiuto palese od occulto di una norma sovraordinata alle istituzioni e a chi le compone. Il mio intervento in tal senso ha scosso il dibattito. Successivamente il mio voto contrario non è bastato ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno registro che dal gruppo Ora Ghinelli non è venuto un solo voto favorevole alla mozione. La lista civica conferma che esistono ancora valori di democrazia laica in questa città.

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