Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Turismo. Donati e Sileno: “Servono scelte di qualità, la Fondazione In Tour cambi passo”

"Un turista che arriva nella nostra città rischia di trovare chiuse contemporaneamente la cappella Bacci, Casa Vasari, il museo nazionale d’arte medievale e la fortezza: così non va"

"Arezzo deve iniziare a leggere i dati ufficiali sulle presenze turistiche con grande attenzione e maggiore obiettività". A sostenerlo sono i consiglieri comunali del gruppo Scelgo Arezzo, Marco Donati e Valentina Sileno che intervengono pubblicamente in merito agli indirizzi riguardanti il settore dell'accoglienza assunti dall'amministrazione cittadina. "Guardando i dati regionali pre-pandemia del 2019, elaborati dall’Istat, Arezzo risulta l’ottava provincia su dieci per numero di presenze e raccoglie solo il 3,3% del turismo toscano - specificano - A questo dato si sommano le rilevazioni dell’Irpet del 2020 che misurano un calo dei visitatori per il Comune di Arezzo del 53,8%, a fronte di un calo della Valdichiana del 48,7%, del Valdarno per un 45,6%, e di Valtiberina e Casentino che hanno perso rispettivamente il 38,8% e il 38.5%. Arezzo, in sintesi, non ha fatto da traino nel pre-pandemia e ha fatto peggio delle vallate nel terribile 2020. Dati della Federalberghi ci dicono, inoltre, che a gennaio 2020 (pre-Covid), la provincia di Arezzo era quinta nella non invidiabile classifica dei territori con il maggior numero di strutture ricettive all’asta. Dobbiamo capire se le politiche messe in campo hanno prodotto realmente ricchezza e occupazione. Purtroppo, notiamo che spesso i dati sul turismo vengono presentati con una certa approssimazione. Va tutto male? Non tutto, ma dobbiamo analizzare bene i numeri e farlo nell’interesse reale della città e della sua economia. La giunta Ghinelli ha deciso di applicare nel 2017 la tassa di soggiorno e questo ha permesso al Comune di raccogliere le ingenti risorse che oggi sono il motore della Fondazione Arezzo Intour.  Tali risorse vanno gestite con grande attenzione per evitare che si disperdano su progetti di scarsa qualità. Proponiamo anche di individuare, attraverso un percorso di accountability, un soggetto esterno che certifichi la qualità della spesa in rapporto ai risultati. Ricordiamo che il Comune, nel 2019, come si legge dalla nota integrativa della Fondazione, ha contribuito al bilancio della Intour con consistenti contributi generici, sostanzialmente ulteriori risorse pubbliche senza le quali il bilancio avrebbe sofferto. Scelgo Arezzo ritiene che ormai da un po’ di tempo non siano chiari gli obbiettivi della fondazione e su quali progetti stia investendo l’amministrazione per qualificare la propria offerta turistica. Per quanto ci riguarda siamo convinti che la nostra città debba intestarsi maggiormente la storia del Rinascimento e puntare di più sul cicloturismo. Arezzo, ad esempio, è in forte ritardo, rispetto ad altri comuni aretini e toscani, nel progetto “Uffizi diffusi” promosso dal direttore Eike Schmidt e il recente Arezzo Bike Festival non ha dato il giusto supporto alle qualificate associazioni in grado di creare un forte connubio tra sport e turismo. Una considerazione, infine, riguarda la nostra offerta museale e i nostri siti maggiormente attrattivi. Un turista che arriva nella nostra città rischia di trovare chiuse contemporaneamente la cappella Bacci, Casa Vasari, il museo nazionale d’arte medievale e la fortezza: così non va. Su questi temi abbiamo presentato due documenti che verranno discussi dal Consiglio Comunale e promuoveremo presto altri approfondimenti pubblici convinti che non servano solo critiche ma l’elaborazione di proposte concrete”.

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