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"In Toscana siamo primi per vaccini ai 20enni. Pfizer? Anche agli amministrativi della sanità in smart working"

Il deputato di Forza Italia aretino all'attacco sulle vaccinazioni a rilento degli over 80 in Regione: "Il 99% dei morti Covid ha più di 50 anni, bisognava partire da anziani e fragili. E invece abbiamo il record di 30-40 enni in splendida forma fisica che sono immuni. Zona rossa? Conseguenza di una campagna fallimentare"

Stefano Mugnai

Stefano Mugnai, deputato aretino, interviene sul passaggio della Toscana in zona rossa. "Si tratta - dice il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera dei Deputati - della prevista conclusione di una settimana nella quale è emersa tutta la superficialità della Giunta regionale toscana. Ma questa nuova drammatica notizia è anche l’inevitabile conseguenza di una campagna vaccinale fantozziana, fallimentare, assurda e autolesionista".

Mugnai torna così sul tema caro della vaccinazione, su cui da tempo insiste, spronando l'amministrazione regionale sull'accelerazione delle somministrazioni agli anziani. Mugnai aveva anche posto il tema delle vaccinazioni prioritarie per determinate categorie professionali, che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni.

"In Toscana primi d'Italia tra i ventenni per vaccini"

Prima dell'ufficialità della zona rossa, in mattinata, Mugnai era intervenuto sul tema vaccini a Radio Lady

"In Toscana si è deciso di utilizzare i vaccini Pfizer, che peraltro tutti sapevano essere scarsi in quantità, per altro oltre che per gli anziani. Le dosi erano poche, per questo preziose e da usare bene. L'8 marzo scorso le persone morte di Covid in Italia hanno superato il numero di 100mila: i deceduti che avevano meno di 50 anni erano 1000, l'1%. E quelli sotto i 40 anni senza patologie gravi? 36. Quindi sapevamo da tempo e benissimo che il Covid sta falcidiando gli Over 80. E sono i più anziani le persone che riempono gli ospdali e le terapie intensive, portando il sistema ad ingolfarsi. Fatti i vaccini, vediamo che le Rsa non hanno più problemi, o quasi. La chiave è questa: vaccinare. E vaccinare nella direzione dei più anziani e fragili. E invece in Toscana siamo nettamente primi per vaccinazioni nella fascia 20-29; primi in quella 30-39 anni; primi anche in quella 40-49 anni, mentre ci giochiamo l'ultimo posto con la Sardegna per gli Over 80. E questo è qualcosa di gravissimo. E' evidente che si può sbagliare, ma nel frattempo magari c'è qualcuno che è morto perché non ha ricevuto il vaccino in tempo. Ma ci sono 30-40 enni in splendida forma fisica che sono immuni".

"Pfizer? Andato a troppe persone"

E ha aggiunto nel suo intervento mattutino: "Si è deciso di utilizzare Pfizer, l'unico siero disponibile da subito e che può essere somministrato anche agli anziani, per l'ambito sanitario. Le dosi mancanti di Pfizer non utilizzate dagli Over 80 sono state dirottate nella categoria sanitaria. Aldilà del fatto che i lavoratori della sanità pubblica in Toscana sono percentualmente molto di più rispetto ad altre realtà, io non metto in dubbio che un chirurgo, un infermiere debbano essere vaccinati con priorità. Il problema è che contemporaneamente sono stati vaccinati amministrativi in smart working, dipendenti di aziende farmaceutiche, anche chi fa le buste paga. E tutti questi lavoratori hanno ricevuto Pfizer. E ne hanno ricevute due dosi".

Niente richiesta di dimissioni

Tornando all'intervento post zona rossa, Mugnai continua facendo un riassunto:

"Riavvolgiamo il nastro di queste ultime ore: Toscana ultima nelle vaccinazioni delle persone più a rischio, gli over 80, ma prima per le persone meno a rischio, giovani e sani; Draghi boccia le scelte della Toscana in Parlamento; Giani cerca di scaricare la colpa suoi medici di famiglia che proprio lui ha messo in una situazione assurda; dopo che Giani aveva garantito, conti alla mano, che la Toscana sarebbe rimasta in zona Arancione, adesso ci informa che 'ops, mi sono sbagliato, siamo rossi'. Immagino che adesso arriverà una salve di richieste di dimissioni, è inevitabile. Al contrario il sottoscritto invece non chiede le dimissioni di nessuno. Innanzitutto perché ho sempre pensato che le dimissioni non si chiedono per gli altri, al limite si danno per se stessi. L’ho pensato e l’ho pure fatto in realtà. Ma sopratutto non le chiedo perché non è il momento e suonerebbe irrispettoso per chi lotta da paziente o da congiunto di un paziente contro il Covid e di chi lotta in prima linea contro la pandemia. Tutte persone che hanno bisogno di avere un governo regionale che governi. Però Giani e la sua Giunta devono avere la forza e l’onestà intellettuale di rivedere ogni loro singola scelta che è risultata sbagliata. Non è il momento dell’orgoglio personale, delle parole a gratis o delle promesse, è il momento della responsabilità e della capacità di governo. Ammesso che ne abbiano. E le parole odierne del Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa speroche questa volta siano arrivate chiare all'orecchio del Governatore. Nel caso comunque gliele ripeto qui di seguito: 'il richiamo era inteso a dire che bisogna vaccinare i fragili e gli ottantenni e poi andare in ordine di età, ho anche detto che il criterio dell'età deve tornare a essere prioritario. Perché si vedono categorie che sono state vaccinate prima e non si capisce perché siano più esposte degli ultraottenni che poi sono i nonni che stanno con i nipoti'. Caro Presidente, 'chi ha orecchie per intendere intenda'. Ma subito, per favore!"

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