Terza corsia dell'A1, il M5S: "Si farà, ma costerà di più. I soldi saranno recuperati con le tariffe"

L'intervento di Tommaso Pierazzi

Giovedì, nel consiglio comunale aperto alla cittadinanza, discuteremo delle opere di compensazione a fronte della realizzazione della terza corsia autostrade A1.
Un’opera attesa da anni, che doveva concludersi nel 2017 a fronte di una spesa di 331 milioni, ovviamente in incremento.

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In pratica - esordisce Tommaso Pierazzi capogruppo del Movimento 5 Stelle di San Giovanni Valdarno - stiamo parlando di un’opera che nel luglio 2011 aveva già il suo progetto definitivo e successivamente aveva avviata la procedura V.I.A. e C.d.S. necessarie per la partenza dei lavori.
“La procedura V.I.A. si è conclusa soltanto nel 2017 e solo il 9 maggio 2018 è avvenuta la Conferenza dei Servizi. Il tutto a più di 10 anni dalla stipula della convenzione.

“Non solo un ritardo pazzesco - sottolinea Pierazzi - visto che l’ipotesi iniziale di conclusione lavori era per il 2017, ma molti dei comuni interessati non hanno dato parere positivo”

“E tutto questo lo si legge nel verbale redatto dal MIT a fine incontro del 9 maggio 2018 dove comuni come Figline e Incisa Valdarno e Reggello non dettero il loro parere favorevole a seguito delle loro innumerevoli richieste in parte non inerenti alla terza corsia secondo la stessa Aspi. Nel verbale redatto a fine CdS si legge che il comune di Figline riteneva imprescindibile la realizzazione del Nuovo Ponte, al fine di un parere positivo alle opere autostradali. 
Richiesta che fu bocciata da Autostrade per l’Italia che nel suo intervento all’interno della CdS informò che non esiste una connessione del Nuovo Ponte sul fiume Arno con l’opera in oggetto visto che la localizzazione dello stesso dista 4 km dal casello autostradale”

“San Giovanni Valdarno invece alla CdS del 9 maggio 2018 espresse parere favorevole al progetto in esame, condizionato alla richiesta di alcune opere di messa in sicurezza della viabilità di accesso al Casello Autostradale. 
Quindi nessuna proposta precisa sulla città salvo poi aggiungere recentemente la richiesta di realizzazione di una passerella ciclopedonale sopra il fiume Arno. 
Ma anche quest’opera, considerato che tale ponte dovrebbe essere a campata unica non potendo realizzare pile nell’alveo del fiume e considerando la tipologia di opera da non potersi ritenere di miglioramento alla viabilità di adduzione all’autostrada, sarà difficilmente realizzabile.

“Noi  crediamo - prosegue Pierazzi - che per troppi anni abbiamo lasciato carta bianca alla società che gestiva le concessioni e per troppi anni abbiamo permesso a sindaci e amministrazioni locali di fare improponibili promesse elettorali, tanto le opere se venivano fatte avrebbero trovato la loro esecuzione delle legislature future, ben lontano dalle elezioni. Senza considerare che non le avrebbe pagate Autostrade per l’Italia, ma noi cittadini con i pedaggi autostradali.
Promesse elettorali che invece hanno avuto il solo scopo di rallentare se non bloccare opere importanti e necessarie come lo è la terza corsia per la vallata”

In una nota del MIT che risponde ad alcune mie domande - conclude Pierazzi - ci comunica che la realizzazione della terza corsia nel frattempo è lievitata a 368 milioni e che il valore complessivo dell’intervento sarà recuperato direttamente con gli incrementi tariffari.
“Questa storia ancora una volta evidenzia come a san Giovanni ci sia un vecchio modo di fare politica, basato su promesse elettorali improponibili e irrealizzabili. Noi rimandiamo ai vari mittenti questo metodo propagandistico.
“Obiettivamente San Giovanni ad oggi di tutto ha bisogno ma un terzo ponte francamente lo vediamo altro cemento inutile per i nostri paesaggi già deturpati da opere inutili” 
Così come le esternazioni infondate mosse dall’assessore Ceccarelli su presunti rallentamenti a causa del Governo attuale, tutte smentite leggendo il verbale dell’incontro.

“In attesa che venga assegnata la concessione per il tratto autostradale locale e la realizzazione della terza corsia senza che questa gravi sull’ambiente già compromesso e sulle tasche dei residenti, ci auguriamo che il dibattito cittadino torni a parlare dei problemi reali di San Giovanni e non di opere irrealizzabili”

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