Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Il terremoto amaranto in consiglio comunale. Caneschi e Romizi al sindaco: "Quale futuro per società e impianti?"

"Il sindaco si adoperi per dare risposte alla città e ai tifosi amaranto". Dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale è arrivato l’appello dei consiglieri Francesco Romizi (Arezzo in Comune) e Alessandro Caneschi (PD) che hanno presentato...

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"Il sindaco si adoperi per dare risposte alla città e ai tifosi amaranto".

Dai banchi dell'opposizione in consiglio comunale è arrivato l'appello dei consiglieri Francesco Romizi (Arezzo in Comune) e Alessandro Caneschi (PD) che hanno presentato altrettante interrogazioni dove viene espressamente domandato al primo cittadino quale futuro si prospetta per l'Unione Sportiva Arezzo all'indomani dell'annuncio dell'ormai ex presidente Mauro Ferretti che ha detto di volersi disimpegnare dalla gestione della squadra di calcio.

Ma non solo.

Entrambi hanno posto l'accento anche sulla necessità da parte della politica e dell'amministrazione cittadina di farsi carico della situazione e di adoperarsi affinché venga trovata una soluzione efficace per tutelare sia il futuro della squadra che quello delle strutture pubbliche (stadio e area sportiva delle Caselle) ad oggi affidate alla gestione dell'U.S. Arezzo.

Tra le voci che si sono alzate forti e chiare c'è anche quella del comitato Orgoglio Amaranto che, attraverso una accorata nota stampa, invita tutta "la città, l'amministrazione comunale e l'imprenditoria aretina a prendere piena coscienza del problema e di cercare in tempi brevi una soluzione che possa quantomeno salvare la stagione e di conseguenza il titolo sportivo. Ora è il momento di stare tutti uniti, lasciando da parte polemiche e processi sommari, e di remare tutti dalla stessa parte e tirare fuori il nostro Orgoglio Amaranto".

Ed è proprio dalle fila del comitato che poi arriva anche un severo monito.

"Non servono parole ma fatti e ci rivolgiamo in particolare al Comune di Arezzo affinché non commetta i disastrosi errori dell'anno 2010, quando all'inerzia e incompetenza della politica rispose solo la generosità del grande Marco Massetti, che ci consentì di ripartire mentre le Istituzioni brancolavano nel buio, o peggio ancora consegnavano il titolo sportivo al primo che passava. Se così fosse ancora, saremo noi, e la legge in forza del nostro 1% ce lo consente e permette, a staccare la spina come fa un familiare al suo affetto più caro, solo per non rendere la sua agonia ancora più atroce.

La prossima settimana organizzeremo un incontro pubblico dove tutti avranno la possibilità di dare il loro contributo in termini di iniziative e idee per non far morire la nostra passione".

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