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Arrivano le terre della Tav, insorge il M5S

La nota: "Ci domandiamo cosa ci sia da gioire nell’accogliere migliaia di tonnellate di terre, in parte inquinate, che molto probabilmente dovranno essere portate in discarica e non saranno utili alle famose colline schermo sul lago di Castenuovo"

Il Movimento 5 Stelle di Cavriglia entra nel dibattito sull'arrivo delle terre di scavo della Tav e sulla compensazione che economica che toccherà ai comuni del Valdarno, Cavriglia soprattutto, ma anche San Giovanni e Figline Incisa, interessati. "E’ da circa quindici anni - dice il M5S - che gli amministratori della regione Toscana e dei comuni Valdarnesi coinvolti, lanciano periodicamente degli annunci sull’arrivo nel territorio di Cavriglia delle terre della Tav di Firenze. Fino ad oggi questi proclami sono serviti solo a fare propaganda. Certamente non li invidiamo, perché è sicuramente stancante per loro avere incontri con i cittadini, quasi ogni anno nella frazione di Santa Barbara, raccontando aneddoti sulla bontà di queste terre e suffragando semmai queste ipotesi con esperti di parte. Soprattutto puntando sulla quantità di soldi che arriverebbero nelle casse comunali, 21 milioni di euro suddivisi fra tre comuni, in cambio delle terre di scavo della Tav più o meno inquinate. Purtroppo per noi i loro sforzi sono ripagati dai risultati che ottengono ad ogni tornata elettorale, perché annuncio dopo annuncio, anno dopo anno, la gente si stanca di pensare e farsi domande, arrivando al punto di spegnere la propria parte critica e a fidarsi per 'partito preso, delegando in bianco l’amministratore di turno. Noi, che ancora possediamo la nostra parte critica e non ci fidiamo degli annunci roboanti, ci chiediamo come possiamo vigilare sull’arrivo delle terre se veniamo quasi sempre tenuti all’oscuro delle manovre, apprendendo dalla stampa quello che dovremmo discutere semmai in commissione o in consiglio comunale? Ci siamo informati con alcuni cittadini di Meleto e Santa Barbara e sembra che siano arrivati dai sei agli otto vagoni ferroviari carichi di terre e che sono fermi dentro i recinti privati dell’Enel. Queste dovrebbero essere solo le terre superficiali, in teoria buone, non come quelle che nel corso dei lavori arriveranno con schiumogeni, lubrificanti e plastiche varie derivanti dall’utilizzo della fresa. Ricordiamo che i tanti ritardi dei lavori di scavo a Firenze, e di conseguenza dell’arrivo delle terre a Cavriglia, sono riconducibili a errori progettuali, ma soprattutto alle inchieste della magistratura che hanno aperto una finestra su ciò che si nascondeva sotto la vicenda della Tav di Firenze".

E infine una riflessione sulle terre che stanno arrivando. "A noi tutto questo lascia molto perplessi, e ci domandiamo cosa ci sia da gioire nell’accogliere migliaia di tonnellate di terre, in parte inquinate, che molto probabilmente dovranno essere portate in discarica e non saranno utili alle famose colline schermo sul lago di Castenuovo. Anche se non condividiamo il metodo, siamo costretti a scegliere il male minore, sperando che questo sia un altro annuncio farlocco e che serva solo a non far scadere i permessi di scavo quinquennali, e quindi anche i fondi in contropartita alle terre, che i nostri amministratori includono da anni nei bilanci comunali come percepiti, salvo poi stornarli alla chiusura dell’anno fiscale. Aspettando che le vere terre inquinate, cioè quelle scavate dalla Fresa dalla stazione Foster, arrivino a Cavriglia, faremo una richiesta d’atti per avere sia le analisi delle terre arrivate finora che il progetto di conferimento delle suddette terre. Chiederemo inoltre chi sarà incaricato a fare i controlli delle terre, se una ditta terza e autonoma, oppure la sola Arpat, che essendo ente statale, rischia, secondo noi, di cadere in conflitto d’interessi. Tutte queste domande le faremo quanto prima sperando che ci sia collaborazione nell’interesse comune".

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