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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

Tanti: "Patto per Arezzo contro la grave povertà e azioni della Fondazione per i diritti della classe media"

La vice sindaca torna a parlare di politiche sociali

12 soggetti del terzo settore nel "Patto per Arezzo" per contrastare la grave povertà e l'emarginazione sociale. A presentarlo la vicesindaca del Comune di Arezzo Lucia Tanti che ritorna anche sul tema del parametro dell'Isee come criterio per concedere contributi sociali come aveva già dichiarato nei giorni delle polemiche sul metodo di distribuzione del buoni per i centri estivi.

"Nel 2021 il 5% degli aretini ha avuto aiuti economici dal Comune, rivoluzionato l'identikit del disagio, Isee ormai "debole" per leggere i bisogni e la Fondazione Arezzo Comunità metterà al centro i diritti della classe media. Arezzo è la prima città toscana a dare il via alla legge regionale sulla coprogrammazione in ambito sociale e questo è stato possibile perchè - ben al di là del riferimento normativo che è molto importante - da anni lavora insieme al terzo settore dando risposte condivise, innovative, razionali e di comunità. Va da sè che la legge regionale toscana ci ha molto aiutato nel trasformare una prassi in una regola di lavoro che siamo certi farà bene a tutti gli aretini e a tutte le realtà che, a vario titolo, danno risposte ai bisogni - sempre crescenti e sempre in evoluzione - dei nostri cittadini, - commenta il vice sindaco Lucia Tanti -. Il nuovo patto per contrastare la grave marginalità e la sempre crescente povertà - ed entrambe non vanno solo pensate in termini economici, ma anche relazionali e culturali - vede la collaborazione di moltissime realtà di terzo settore che hanno risposto alla chiamata del Comune di Arezzo”.

Gli aderenti al Patto per Arezzo

I protagonisti di questo nuovo “Patto per Arezzo” sono realtà importanti che spaziano dalle organizzazioni di volontariato alle cooperative sociali passando per consorzi e associazioni di promozione sociale e nello specifico:  Sichem-Caritas, ACB Social, Croce Rossa Italiana, ToscanAbile, Consorzio Coob, Progetto 5, Futura, Fondazione Thevenin, Oxfam Italia, Auser Arezzo, Associazione DOG, CO&SO.

“Tutti insieme abbiamo già avviato percorsi operativi di confronto che vanno dalla analisi dei servizi esistenti, allo studio dei punti di forza e debolezza delle risposte già in campo, fino alla definizione di una collaborazione tra tutti noi che metta in filiera i servizi, in staffetta le opportunità, potenziando ciò che funziona e migliorando ciò che ancora ha bisogno di essere migliorato. Il tutto in una visione di insieme che tenga conto che le politiche di coesione sociale hanno necessità di essere sostanzialmente "rivoluzionate", - continua il vice sindaco -. E' nel solco di questa necessaria rivoluzione, che deve prevedere nuove risposte a nuovi bisogni e soprattutto la definizione di sistemi diversi che facciano fronte alle radicali modifiche delle emergenze, che prende vita questo nuovo patto per una Arezzo coesa e forte. I modelli di riferimento sociale dei primi anni duemila sono finiti, la pandemia ha accelerato un cambiamento strutturale che ha modificato i profili di chi ha criticità, i modi con cui si affrontano i problemi e soprattutto ha fatto emergere nuove povertà sempre più tra gli italiani e sempre più tra la classe media”.

Servizi sociali, Isee e classe media

Nel 2021 i servizi sociali del Comune hanno dato un sostegno economico diretto a  4.569 aretini e a 3.851 sono stati erogati servizi personalizzati: numeri imponenti che indicano come il 5% degli aretini abbia avuto necessità di un aiuto economico.

“Si tratta di persone con lavori atipici e spesso con parametri economici di base che, a prima analisi, tenderebbero ad escluderle dalla fascia di disagio: da qui la non più totale affidabilità del solo Isee. Lo sforzo del Comune è stato grande - ed un ringraziamento va al settore delle politiche sociali e agli assistenti sociali - e altrettanto grande è stato quello del terzo settore: ora facciamo tutti un importante passo avanti. Accanto a questo lavoro, in parallelo ed in piena armonia, sta muovendosi la Fondazione Arezzo Comunità che ha molti compiti ma al momento due priorità: sostenere azioni di comunità nella collaborazione costante tra pubblico e privato e focalizzare la vera nuova emergenza e cioè la solitudine della classe media, spesso spina dorsale della nostra città e mai destinataria di misure di sostegno e rilancio. Quel che è certo è che il nuovo patto di coprogrammazione da una parte, e il ruolo della Fondazione Arezzo Comunità dall'altra, stanno riscrivendo il modello delle azioni di coesione sociale superando schemi vecchi e assistenziali per mettere in campo risposte espansive, personalizzate, puntuali e indirizzate ad un welfare generativo”, conclude il vice sindaco Tanti.

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