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Fdi: "Non si possono impedire le sagre che rispettano il regolamento del Comune di Arezzo"

Forte presa di posizione di Fratelli d'Italia sulla questione sagre dopo che nei giorni scorsi da Confcommercio era arrivato l'appello perché quest'anno non si tenessero per non fare concorrenza ai ristoratori

sagra nana

Da alcuni anni il Comune di Arezzo si è dotato di un regolamento per le sagre, perché siano veramente legate a prodotti del territorio, legati alle tradizioni e che non facciano una concorrenza sleale al mondo della ristorazione. E' a questo che si devon attenere le pro loco e le associazioni che organizzano le sagre estive. Adesso che è possibile di nuovo organizzarle si è aperto il dibattito sull'opportunità di farle, con una posizione netta presa da Confcommercio, per voce del direttore regionale Franco Marinoni che in sostanza chiede di non farle per non mettere in moto una sorta di concorrenza ai ristoratori che sono stati a lungo fermi a causa della pandemia.

Mentre nel territorio gli organizzatori si stanno confrontando e riunendo per decidere il come e il quando, prende posizione il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia che punta l'attenzione su un punto che farebbe la differenza e cioé i comuni che hanno un regolamento come quello di Arezzo e quelli che invece non ce l'hanno.

"Comprendiamo lo spirito dell'appello di Marinoni nel leggere il contenuto del comunicato della Confcommercio Toscana che propone, anche per quest'anno, lo stop a sagre e fiere. Tale appello però dovrebbe essere accolto da tutti quei comuni che non si sono dotati del regolamento sagre simile a quello che il comune di Arezzo ha adottato nel 2016 su iniziativa del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. Ad Arezzo le sagre sono state disciplinate e regolamentate in modo tale da non rappresentare più una anomalia e rispecchiare così il territorio e chi vi si dedica con effettivo intento sociale e di valorizzazione del territorio. Sono state impedite quelle pseudo sagre che non avevano altro scopo se non far cassa alle spalle dei ristoratori."

Fratelli d'Italia chiede a Marinoni di non "fare accuse indistinte e dire chiaramente quali sono i comuni che non si sono dotati di un tale strumento e consentono una pratica di concorrenza sleale a danno dei ristoratori. Questo accade anche nei comuni immediatamente confinanti a quello di Arezzo."

"Non si possono impedire le sagre che rispettano il regolamento"

"Nel nostro comune, dopo il regolamento approvato, non si possono impedire le sagre che lo rispettano,  organizzate da realtà che, da sempre, sono impegnate nell'organizzazione e gestione delle sagre paesane e che destinano tutto il ricavato per finanziare iniziative meritorie e opere nelle frazioni in cui operano: queste realtà forniscono un grossissimo apporto in tema di strutture e di socialità per le comunità locali. 

Ad Arezzo comune è stato difeso sia il legittimo diritto da parte delle Pro Loco e delle associazioni ad organizzare le sagre che rappresentano un importantissimo evento storico e culturale che ci ricorda le nostre origini, le nostre tradizioni più antiche e che ci ricongiungono con quel passato non ancora lontano dei nostri padri e dei nostri nonni, sia il diritto dei ristoratori a non avere una concorrenza sleale. 

Semmai per evitare che almeno in tutta la Provincia di Arezzo vi siano sagre non rispondenti ai medesimi canoni dati dal Comune di Arezzo, auspichiamo quanto prima la convocazione di una riunione di tutti i sindaci della provincia in modo da poter discutere e ed eventualmente normare in modo chiaro e preciso l'effettuazione delle sagre e degli eventi in modo omogeneo in tutta la Provincia di Arezzo: solo così si possono salvaguardare tutti gli interessi meritevoli in questa questione."

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