Caneschi, Modeo e Bracciali: "No al fallimento, il sindaco vuole la fine del calcio ad Arezzo"

Secondo gli esponenti del Partito Democratico di Arezzo ci sarebbe qualche imprenditore con il "dente avvelenato" e anche il sindaco che remerebbe contro alla società

Il Partito Democratico torna a occuparsi delle sorti della Società Sportiva Arezzo della quale è in corso l'assemblea dei soci. Dopo l'interrogazione di Andrea Modeo in consiglio comunale dove aveva chiesto al sindaco informazioni sullo stato delle trattative per la cessione, su possibili coinvolgimenti di imprenditori aretini, e la stessa risposta del primo cittadino ecco una nuova presa di posizione con l'accusa a Ghinelli di voler far fallire il calcio ad Arezzo.

La nota è firmata dal segretario comunale Alessandro Caneschi e dai consiglieri comunali Andrea Modeo e Matteo Bracciali.

"L’Arezzo calcio ha una storia, una tradizione sportiva da difendere. Ormai dagli anni sessanta quando è finita tra i dilettanti (con tanta fatica per uscirne) è perché la società è fallita o non si è iscritta al campionato. Ad Arezzo abbiamo visto giocare Meroi, Benvenuto, Fara, Graziani, Giuliani, Spinesi, Floro Flores, Ranocchia, Pasqual e chi più ne ha più ne metta. Due anni fa abbiamo contribuito tutti, cittadini, imprenditori locali e dirigenti (Ermanno Pieroni e Giorgio La Cava in primis) a salvare la società amaranto da un fallimento che pareva inevitabile. E oggi ci troviamo di fronte a un gruppo di scellerati che vorrebbero far fallire l’Arezzo per riprenderla in mano dalle serie dilettantistiche. C’è chi va in giro dicendo il falso per accreditare una situazione prefallimentare, chi si dice pronto a raccogliere i cocci una volta rotti. Ma l’Arezzo sta molto meglio di tante altre società di Lega Pro."

"Il modo per mantenere stabile il cammino dell’Arezzo non è quello di ripartire da zero per l’ennesima volta, ma quello di formare una società più forte dell’attuale per poter ambire a quella serie B (o serie C a 20 squadre, come paiono prevedere le nuove riforme forse in divenire) che può rendere più facile una gestione oggi molto onerosa. Ma c’è un ma. Oggi qualche politicante o imprenditore col dente avvelenato, rema contro. Rema contro anche il sindaco, che paventa lo scenario peggiore e “tranquillizza” gli sportivi aretini perché c’è chi farà ripartire la ruota. Non si può tacere di fronte a certi affronti e a certi sciagurati programmi. Occorre dirlo chiaro e tondo alla cittadinanza, che c’è chi per vendetta o smodata fame di potere ovvero la possibilità di controllare l’Arezzo che oggi non ha) come un Caterpillar passerebbe sopra a chiunque, anche allo stesso Ermanno Pieroni, che ancora oggi si batte e sta lavorando per una Società Sportiva migliore."

"Coloro che sperano nel fallimento sono consiglieri di un sindaco incapace oggi di avere un’idea propria, di difenderla per il bene della città, città che potrebbe trarre solo vantaggio da una squadra nei quartieri alti delle categorie professionistiche. Occhi aperti quindi, aretini che volete bene all’Arezzo e volete essere veramente orgogliosi degli amaranto, il 5 di Agosto scade il termine per iscrivere la squadra alla serie C e se questo non accadrà la responsabilità sarà esclusivamente di chi lo avrà voluto."

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