Niente spettacoli in Fortezza. Ghinelli: "Condizioni del solaio dell'acquedotto peggiorate, serve un intervento"

Durante un'ispezione è venuto fuori il peggioramento della situazione

L'ellisse della Fortezza

Due problemi logistici di non poco conto per la Fortezza di Arezzo, rinata dopo un importante restauro. Li ha elencati il sindaco Ghinelli all'interno del consiglio comunale di Arezzo, rispondendo ad una interrogazione arrivata dai banchi di maggioranza, dal gruppo di OraGhinelli. E' stato Simone Chierici ad introdurre l'argomento: "La Fortezza Medicea ha conosciuto un intervento importante con 10 milioni di investimento di cui 3 a carico dell'amministrazione comunale. Adesso è il momento di capire come utilizzarla. Certamente questa amministrazione ha dato un ottimo impulso per l'aspetto espositivo ma per gli spettacoli ci sono elementi di natura tecnica che pare impediscano il suo utilizzo”'.

“I problemi sono di due ordini – ha precisato il sindaco Alessandro Ghinelli – il primo è l'accessibilità, perché l'ingresso alla Fortezza resta a oggi unico. Gli altri due, presso i bastioni, non sono terminati anche se contiamo di farlo nei prossimi mesi. Risolto questo aspetto resta il problema dell'utilizzabilità dell'ellisse realizzata a supporto logistico del palcoscenico. Quel prato dove dovrebbero trovare posto gli spettatori non è utilizzabile perché nel corso di un intervento di ispezione finalizzato al collaudo del solaio di copertura è stato scoperto che le sue condizioni non sono idonee. E si stanno aggravando. È probabile che questo dipenda dall'aggressività dell'acqua, perché non dimentichiamo che sotto c'è il serbatoio realizzato negli anni Settanta. Il collaudo scade fra 20 mesi e in questo tempo dovremmo porre rimedio alla situazione ma è difficile. Purtroppo scontiamo un errore di valutazione fatto da chi ha progettato quell'ellisse e che non ha tenuto conto di un aspetto così delicato. Oggi, da una parte, non possiamo trascurare la presenza di quel serbatoio funzionale all'acquedotto cittadino, dall'altra che un intervento importante potrebbe causare anche una modifica estetica importante alla parte superiore della Fortezza. Temo che per un periodo consistente, e per cause a questa amministrazione non imputabili, la Fortezza non potrà essere utilizzata per gli spettacoli”.

La risposta dettagliata anche da un punto di vista tecnico ha confermato le perplessità del consigliere Chierici:

È bene che si sappiano alcuni dettagli: i lavori di restauro della Fortezza sono costati, a oggi, circa dieci milioni di euro, dei quali circa 3 milioni a carico delle casse comunali, circa 2 milioni da privati e il resto derivanti dal co-finanziamento del Piuss che la precedente amministrazione aveva ottenuto. Si sappia anche che il beneficio del co-finanziamento del Piuss prevede il rispetto nel tempo della destinazione d’uso attribuita al bene sul quale si interviene. La Fortezza ha, come sua destinazione vincolata, quella di polo ricreativo dedicato a enogastronomia, esposizioni ed eventi e spettacoli. 

L’attuale amministrazione ha ben sfruttato, fino a oggi, la destinazione espositiva: basti pensare alle mostre di Theimer, Riva e a quella tuttora in corso di Aceves che tanto successo hanno avuto grazie anche all’unione dell’arte col bene storico. Molti hanno posto l’accento sull’assenza di altre iniziative in grado di “sfruttare” il palco e la relativa platea al centro della Fortezza: e siamo al nocciolo della questione.

L’ellisse che sovrasta il serbatoio è stata collaudata, soltanto provvisoriamente, 20 mesi, per una portata di soli 300 kg al metro quadro. Questo non irrilevante particolare ne inibisce l'utilizzo per manifestazioni, ad esempio un concerto, per ragioni di stabilità e di sicurezza del solaio che, da una recente ispezione, già manifesta preoccupanti segni di degrado.

È di tutta evidenza, quindi, la carenza in fase di progettazione del restauro della Fortezza, che l’ha resa una scatola, bella fin che si vuole, ma vuota. La sensazione è che quel palco e quella platea non si utilizzeranno mai, data la complessità delle soluzioni praticabili. O forse impraticabili.

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Ci pare doveroso, dunque, che gli aretini sappiano come stanno le cose e che, se vorranno assistere a un evento, a uno spettacolo o a un concerto, dovranno dirottare il loro interesse verso altri palchi; non certo quello della Fortezza restaurata, evidentemente, alla bell’e meglio.

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