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Sel: "Tornare alla gestione pubblica dell'acqua per rispettare i diritti dei cittadini"

"I Sindaci, quali soci pubblici di maggioranza in Nuove Acque S.p.A., dovrebbero tener in debito conto di quanto è accaduto in questi giorni ad Arezzo e provincia: Nuove Acque ha iniziato a sospendere l’erogazione dell’acqua a quelle famiglie che...

"I Sindaci, quali soci pubblici di maggioranza in Nuove Acque S.p.A., dovrebbero tener in debito conto di quanto è accaduto in questi giorni ad Arezzo e provincia: Nuove Acque ha iniziato a sospendere l’erogazione dell’acqua a quelle famiglie che, in ottemperanza del referendum del giugno 2011, non pagano più la quota di remunerazione del capitale investito che la stessa società, invece, continua a chiedere agli utenti non con tale nome, ma in altre forme, come già denunciato dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo." Così Sinistra Ecologia e Libertà interviene nel dibattito di questi giorni sul distacco del servizio idrico e del contatore da parte di Nuove Acque alle famiglie che hanno aderito alla campagna di obbedienza civile in rispetto dell'esito referendario.

Si tratta di un atto di forza che mette con le spalle al muro chi ritiene che l’esito referendario vada rispettato: senza acqua non si campa e alcuni degli “obbedienti civili” hanno comprensibilmente capitolato. Altri no, continuando la battaglia per la legalità contro Nuove Acque, ricordando che la legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che tutti, quindi anche i morosi (ma gli obbedienti civili non sono comunque da considerarsi morosi), abbiano diritto a un quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali per sopravvivere.

Nuove Acque, sospendendo la fornitura di acqua potabile, ha negato a diversi utenti questo quantitativo minimo vitale di acqua che è un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo che, come tale, la Costituzione italiana vorrebbe inviolabile. Per questo motivo le vittime di tale violazione si sono giustamente rivolte alla magistratura aretina perché, speriamo in tempi brevi, si pronunci in modo chiaro.

SEL – Sinistra Italiana, condivide la battaglia del Comitato Acqua Pubblica ed è vicina agli “obbedienti civili” e rileva, da un punto di vista politico, che questa vicenda fa emergere solo una certezza: se il gestore privato di un bene pubblico, quale è l’acqua, deve arrivare a questi estremi per garantirsi dei guadagni, passando sulla pelle dei cittadini e negando loro i diritti fondamentali connessi alla loro sopravvivenza, allora è meglio abbandonare prima possibile il gestore privato, o non rinnovargli le concessioni e ritornare alla gestione pubblica che, con tutte le inefficienze di cui è stata, giustamente o ingiustamente, accusata, non si è mai messa contro i diritti dei cittadini. Nella foto il Comitato Acqua Pubblica in protesta sotto alla sede dell'ex Ato.
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